Avanzi del Martin peccatore
Uno scavo archeologico nelle case di Lutero rivela dettagli inediti sulla sua vita quotidiana, alle soglie del lungo decennio di celebrazioni luterane
Pubblicato su Il Sole 24 Ore, 2 novembre 2008
Con un certo anticipo la Germania si prepara a festeggiare Martin Lutero (1483-1546). Il cinquecentenario dell’affissione delle 95 tesi con cui il monaco studente diede inizio alla rivolta contro il Papa cadrà solo il 31 ottobre 2017. Già quest’anno però la Chiesa Evangelica Tedesca ha dato il via alle celebrazioni che si estenderanno per un intero decennio. Ma quando scoccherà l’ora dei fasti più solenni difficilmente Lutero verrà commemorato, come avvenne un secolo fa nel terzo anno della Grande Guerra, quale indomito interprete dello spirito combattente per la vittoria del Reich tedesco. Una data così importante potrebbe invece rivelarsi propizia, auspica lo storico Hartmut Lehmann sulle pagine della Frankfurter Allgemeine Zeitung, per confrontarsi anche con i lati più oscuri del suo pensiero, primo fra tutti il profondo astio contro gli ebrei, che i nazisti quattro secoli più tardi usarono a proprio vantaggio interpretando l’accusa in chiave biologica.
Al centro della decade luterana vi è la regione dove Martin Lutero trascorse quasi tutta la sua esistenza, la Sassonia-Anhalt, uno dei Land più poveri e sconosciuti dell’Est tedesco, eppure terra natale di un altro colosso del pensiero come Friedrich Nietzsche. Nell’intenzione degli organizzatori del decennio religioso vi è soprattutto il desiderio di trasformare il sonnolento borgo di Wittenberg – 45.000 abitanti intenti come possono a sfruttare commercialmente l’aura del loro più noto concittadino – in un luogo di pellegrinaggio capace di attirare folle di protestanti da tutto il mondo. Una Roma evangelica, si parva licet, minata tuttavia da un problema imbarazzante. Tra gli abitanti del luogo in cui vennero affisse le tesi gli evangelici al giorno d’oggi sono appena una sparuta minoranza, meno del 10%, mentre il resto è composto per buona parte da non credenti. Per quarant’anni infatti il regime comunista della DDR condusse sistematicamente una politica di secolarizzazione forzata, nonostante Erich Honecker negli anni Ottanta del secolo scorso avesse cercato di torcere a proprio vantaggio la figura storica di Lutero, facendolo dichiarare da una commissione di esperti addomesticati un fulgido esponente di quella «rivoluzione protoborghese» che sarebbe poi sfociata secoli più tardi nell’idillico Stato da lui presieduto.
Un contributo per relativizzare le numerose interpretazioni ideologiche suscitate da una figura di tale rango ora lo offre una curiosa mostra presso il Museo regionale di preistoria di Halle (www.fundsache-luther.de), dove è possibile ammirare i risultati di un puntiglioso lavoro di scavo alle radici della quotidianità luterana. Per alcuni anni infatti un team di archeologi ha esaminato le fondamenta dei luoghi dove visse il padre dei Riformatori portando alla luce migliaia di reperti risalenti al Sedicesimo secolo. Catalogati e studiati con l’aiuto dei colleghi storici gli utensili, i piatti, le ossa di animali e i pezzi di giocattoli (Lutero ebbe sei figli) gettano luce su inediti aspetti della vita del monaco protestante, oltre a rivelare alcuni suoi peccati veniali. Non è vero ad esempio, come scrisse, che proveniva da una famiglia poco abbiente e lo dimostrano i numerosi avanzi di cibo rinvenuti nella casa paterna di Mansfeld, dove abbondavano carni e pesci pregiati. Per questo, e tenuto conto che egli in vita si scagliò contro il culto delle reliquie, c’è da scommettere che non avrebbe gradito simili indagini. Eppure il primo a solleticare certe curiosità fu proprio lui, quando affermò di essere stato visitato dallo Spirito Santo allorché si trovava «nella cloaca».


