Pubblicato originalmente sul numero di dicembre 2025 della rivista ADESSO
Bormio, alta Valtellina, 1.225 metri sul livello del mare. Uno storico villaggio alpino compatto e ben preservato, adagiato su una splendida piana, incastonato tra montagne ricoperte di lariceti e conifere. Da qui si sale verso Passo dello Stelvio, uno dei luoghi più scenografici delle Alpi italiane. Poco distanti, il Passo Gavia e vette maestose come il Pizzo Tresero, la Cima Piazzi e il Gran Zebrù. In basso scorre l’Adda; tutt’intorno, boschi, alpeggi, torrentelli gelidi d’estate. Che lo si visiti d’inverno per testarne le impegnative piste da sci, o ci rechi d’estate, per saggiarne i numerosissimi percorsi in alta quota, Bormio sorprende e colpisce ogni visitatore. Sia perché ha mantenuto l'atmosfera e l'unicità di un borgo medioevale al centro delle alpi, sia perché coniuga al ristoro montano la vitalità di una meta visitata ogni anno da migliaia e migliaia di turisti.
Il centro e la Piazza del Kuerc
In cima alla via Roma, l’arteria centrale sede di numerosi negozi e locali, si sbocca nella caratteristica piazza Cavour, da tutti conosciuta come il Kuerc, una struttura coperta in pietra che per secoli ha ospitato assemblee e sentenze. Case affrescate, antichi portali, la Collegiata dei Santi Gervasio e Protasio, la Torre Civica. Ogni sera d’estate per l’aperitivo il Kuerc è presa di mira da locali e turisti. E tuttavia la sua vera consacrazione avviene ogni domenica di Pasqua, poiché è qui in quel giorno che termina la processione dei Pasquali. Sono imponenti sculture di legno create e portate a mano dalla gioventù locale divisa nei cinque reparti in cui è suddivisa Bormio, che gareggiano ogni anno per la creazione più memorabile. Ma oltre al Kuerc Bormio è anche la sua pista più celebre, la Pista Stelvio, che troneggia sotto al monte Vallecetta sia d’inverno, quando è innevata, sia d’estate quando la sua lingua verde serpeggia maestosa tra il bosco. Nel febbraio 2026 sulla Pista Stelvio si accenderanno i riflettori del mondo, perché proprio qui si terranno le gare di sci delle Olimpiadi Invernali.
Il Parco Nazionale dello Stelvio
La magnifica Terra, così viene ancora chiamata questa cittadina, in memoria della sua centralità di antico crocevia di commerci tra il Sud e il Nord Europa. E altrettanto magnifico è il Parco nella quale risiede. Siamo qui infatti nel Parco Nazionale dello Stelvio: vasti valloni, marmotte, camosci, larici e ruscelli limpidissimi. Innumerevoli le valli da esplorare a piedi. Tra i classici percorsi l’ampia e selvaggia Val Zebrù, la splendida Val Viola e i Laghi di Cancano, due dighe artificiali che costituiscono uno snodo chiave del sistema idroelettrico dell’Alta Valtellina. Esse forniscono buona parte dell’energia a Milano e costituiscono per gli appassionati di bicicletta un anello facile e fotogenico. Tutti luoghi in cui immergersi nei lunghi pomeriggi d’estate, sempre ricordando che in alta quota è d’obbligo avere con se la giusta attrezzatura perché dietro al clima clemente talvolta si cela il bizzo di una natura forte e volubile.
Pedalare sui miti
Da Bormio si attaccano tre salite leggendarie: lo Stelvio con le sue decine di tornanti, una impresa lunga ed esaltante, il Gavia – più selvaggio, con dei paesaggi a tratti lunari, e il celebre e temuto Mortirolo, una salita corta ma feroce, tra le tappe più impegnative del Giro d’Italia. Salite consigliate a chi vuole davvero andare in bici per sfidare se stesso, e da attaccare al meglio in tarda primavera o nel primo autunno, quando le strade sono più libere e il traffico meno intenso.
Antiche terme romane
D’obbligo dopo una sciata visitare i Bagni di Bormio, quelli Vecchi e quelli Nuovi, menzionati già ai tempi dei romani. In percorsi che portano dalla cavità della roccia a una infinity pool con vista mozzafiato su tutta la Valle, i Bagni di Bormio sono una tappa irrinunciabile tanto per i visitatori amanti delle comodità, quanto a chi si vuole concedere del riposo dopo una sfida agonistica. Vietato l’accesso ai minori di 14 anni, che possono sguazzare nelle terme a ridosso del centro cittadino, anch’esse irrorate dall’acqua calda delle sorgenti sotterranee.
Tutti a tavola
La cucina valtellinese è forte, robusta e sincera. D’obbligo provare i Pizzoccheri (tagliolini di grano saraceno, verze, patate, formaggio Casera e burro), così come gli sciatt croccanti, che nascondono un cuore di formaggio fuso, senza dimenticare la specialità più tipica del luogo, ovvero la bresaola. Se poi d’estate si è invitati in una malga, quasi di sicuro a tavola verrà servita polenta taragna. Se poi si ha ancora spazio libero, tra i dolci del posto vi è la bisciola, un prodotto da forno fatto di frutta secca e miele, che a Bormio però subisce la concorrenza delle pasticcerie locali, con le loro torte prese d’assalto dai turisti. Il tutto innaffiato dal „vino generoso“ della Valtellina, come lo chiamava Thomas Mann, che probabilmente si riferiva a un classico Sassella o valtellina Superiore. Ma il pasto non è ancora finito se non appare sulla tavola un bicchierino dell’amaro Braulio, estratto di erbe raccolte nella omonima conca sulla strada dello Stelvio, e invecchiato nella distilleria situata proprio sotto alla Via Roma.


