Centomila in fila per Marx
A Treviri, i turisti cinesi in pellegrinaggio alla casa natale di Karl Marx
Pubblicato su IL, ottobre 2009
Monaco, Amburgo, Berlino? No: Treviri. Questa è infatti la tappa preferita dei turisti cinesi alle prese con la Germania. Perché tra un salto a Parigi e uno a Bruxelles gli autobus che in sei giorni mostrano l’Europa ai cittadini della Repubblica Popolare Cinese spesso e volentieri fanno tappa anche sulle rive della Mosella. A spingerli in questa località della provincia tedesca poco distante dal Lussemburgo non sono però l’imponente Porta Nigra, la porta romana più grande a nord delle Alpi, né la monumentale Basilica dell’imperatore Costantino, bensì un piccolo edificio barocco situato nella Brückenstraße al numero dieci. Il cinque maggio del 1818 in questa casetta con i tetti d’ardesia nacque infatti un certo Karl Heinrich Marx.
Anche se ormai in Europa l’autore del Manifesto del Partito Comunista non raccoglie più gli entusiasmi che sollevò nel secolo scorso, nella Repubblica Popolare Cinese egli rimane tuttora un nume importante, sebbene nella pratica sempre meno ascoltato. A Treviri i cinesi vengono in pellegrinaggio senza distingere tra alta e bassa stagione, l’anno scorso si sono sfiorate le 100.000 presenze e ormai gli abitanti di uno degli ultimi Paesi comunisti rimasti al mondo costituiscono più di un terzo di chi varca la soglia della casa marxiana ora adibita a museo. Nell’edificio, che venne orgogliosamente acquistato nel 1928 dal partito socialdemocratico tedesco e solo pochi anni dopo fu confiscato dai nazisti, è possibile anche consultare documenti e manoscritti originali del suo abitante, e non manca nemmeno uno spazio dedicato al collega Friedrich Engels. I cinesi apprezzano e la città che diede i natali anche a Sant Ambrogio si frega le mani e va volentieri incontro al cliente. Se il museo è invaso da depliant in mandarino, basta fare una visita nei supermercati per vedere esposte bevande e tavolette di cioccolato con etichette in cinese, i negozi di souvenir ormai sono tutto un ideogramma, e visto che i visitatori d’Oriente nell’ora del pasto provano forte nostalgia per i loro sapori, in città aumentano sempre più i ristoranti dove si mangia con i bastoncini.
A tutto è disposto il commercio locale per andare incontro ai viaggiatori provenienti dalla Cina, un Paese la cui classe media, secondo l’Ente nazionale tedesco per il Turismo, entro il 2020 è destinata a esportare qualcosa come cento milioni di turisti. Ed ecco allora diffondersi per la città corsi di lingua cinese per camerieri, ottici e gioiellieri, nonché galatei che insegnino a evitare spiacevoli gaffe culturali con i clienti dagli occhi a mandorla. Per i commercianti di Treviri sapere che in Oriente un biglietto da visita si riceve con entrambe le mani, oppure che nella lingua di Pechino il numero quattro se pronunciato male significa morte, è infatti molto più importante di conoscere come la pensava il loro illustre concittadino a proposito dell’economia.


