Der Sandmann – una lettura psicoanalitica
Il saggio di Rosalba Maletta legge il racconto di E.T.A. Hoffmann alla luce di Freud e del perturbante
Tema del saggio di Rosalba Maletta, introdotto da una premessa metodologica tanto dotta quanto ardua per il lettore (d’altronde l’autrice ricorda come l’etimologia della parola stile s’incroci nel significato con quella del pugnale), è una dettagliata lettura psicoanalitica del Sandmann di E.T.A. Hoffmann. Tale intento naturalmente non può che prendere le mosse dal celeberrimo saggio freudiano su das Unheimliche, in cui il padre dell’analisi psicologica, come puntualmente sottolineato da Maletta, «si occupa di clinica e letteratura, servendosi di questa per gettare luce su quella e di quella per spiegare i fenomeni apparentemente assurdi o trascurati in ambito letterario».
Comprensibile e interessante quindi che il primo capitolo del lavoro sia dedicato non già ad Hoffmann, bensì a Sigmund Freud. Il fatto che Maletta nel ragionare sul testo freudiano colga l’occasione per gettare uno sguardo psicanalitico anche sul vissuto dell’autore dello stesso, sorprende e incuriosisce il lettore senza distoglierlo, bensì maggiormente concentrarlo, sul problema in questione.
Con la parte seconda del lavoro prende l’avvio la lettura psicoanalitica vera e propria del Sandmann. Campo d’indagine non è solamente la versione pubblicata del racconto, bensì il manoscritto parzialmente conservato «risalente, con molta probabilità, alla notte stessa della prima stesura».
L’approccio psicoanalitico di Maletta si discosta tuttavia dall’interpretazione freudiana per il maggior peso attribuito alla figura della madre di Nathanael che, secondo l’autrice, più della perdita del padre, e quindi più dell’«ambivalenza edipica nei suoi confronti», costituisce «la struttura profonda del testo, il quale [...] è giocato su ansie e angoscie precedenti, legate alla vicenda della separazione». Con ciò s’intende la separazione dalla casa materna (Heim), che costituisce per il protagonista del racconto hoffmanniano, insieme con l’irruzione del mostruoso Coppola nella vita di Nathanael, quella perdita di intimità da cui scaturisce l’unheimlich.
Sin dai primi passi del racconto, l’analisi di Maletta non copre solamente il contenuto del testo, ma si premura di approfondire l’analisi anche dal punto di vista formale. Analizza così ad esempio il ruolo fonico delle vocali «chiare e aperte» dell’incipit, sottolineando il bisogno di ritorno del protagonista a un’ambiente «caldo e accogliente, legato all’immagine dolce e luminosa dell’amata», oppure la funzione svolta dai verbi modali per indicare la posizione subalterna della figura femminile del testo.
Ampio spazio viene dato dall’autrice all’analisi dei rapporti “endogamici” di Nathanael con il proprio nucleo famigliare. Al centro dell’intero campo percettivo si colloca la relazione madre-figlio, interpretata alla luce della sfumatura semantica dei concetti di Verleugnung e Verneignung.
Secondo la Maletta fondamentale è nel Sandmann il ruolo assunto dal corpo, in primis quello dello spaventoso Coppelius, «imago della madre sadica». Ma più che sugli attributi fallici del personaggio, così frequentemente sottolineati dai commentatori, all’autrice preme soffermarsi sull’aspetto “minerale” del figuro, il cui «erdgelb[es] Gesicht» è in grado di pietrificare il giovane Nathanael che lo guarda. D’altronde, proprio l’attenzione particolare sottolineata da Hoffmann verso l’aspetto materiale dei suoi personaggi è fonte del trauma esperito dal protagonista nell’avere a che fare con una realtà che, «lungi dallo scongiurare i fantasmi di Nathanael, li fa emergere con maggior vigore, poiché ora non appartengono più al suo mondo fantastico».
Ogni singola fase del racconto viene isolata e analizzata dalla speculazione psicologico-critica dell’approfondito lavoro di analisi della Maletta. Un tale metodo, sebbene documentato e minuzioso, incorre nel rischio di trascurare l’opportuno momento di sintesi, necessario affinché dal meticoloso lavoro di cesellatura possa emergere una composizione teorica unitaria, in grado di fornire quella visione d’insieme realmente unificatrice e chiarificante ai fini della comprensione del soggetto studiato.
Colto e approfondito, il saggio di Maletta vuole interessare soprattutto l’esperto Hoffmanniano e chiunque decida d’immergersi nel fantastico mondo di Hoffmann, tanto affascinante quanto oscuro.
Rosalba Maletta, Der Sandmann di E.T.A. Hoffmann. Per una lettura psicoanalitica, CUEM, Dezember 2003, S. 274, € 21.


