Euclide reincarnato
La prima biografia completa di Carl Friedrich Gauß, il principe dei matematici
Pubblicato su Il Sole 24 Ore, 9 marzo 2008
Sappiamo tutto di Paris Hilton. Per una biografia completa di un genio come Carl Friedrich Gauß (1777-1855) abbiamo invece dovuto attendere fino a oggi. L'ha scritta Hubert Mania ed esce tra pochi giorni in Germania.
Carl nasce a Braunschweig e già da piccolo si diverte a misurare il cortile di casa. Un giorno a scuola il maestro, probabilmente di cattivo umore, assegna agli scolari un compito difficile: sommare tutti i numeri da uno a cento. Carl non si mette a computare pedissequamente, bensì scompone le cifre in cinquanta coppie (1-100, 2-99 e così via), la cui somma è sempre 101. 101x50 = 5050. È un procedimento conosciuto, ma non da un bimbo di nove anni. Il maestro è sbalordito e gli procura un librone di matematica di 700 pagine. Gauß lo divora. Presto il duca Carl Wilhelm Ferdinand von Braunschweig vuole conoscere il bambino prodigio. Non si sa esattamente quale prova di talento il piccolo Carl gli abbia mostrato, ma da allora il sovrano lo prende sotto la propria ala e ne finanzia gli studi. Presto il giovane viene esentato dalla lezione di matematica: non ha più nulla da imparare. Studia da solo in lingua originale Pitagora ed Euclide e coltiva l'amicizia con il giovane matematico Martin Bartels, suo convinto sostenitore. Bartels e i professori sono per lui dei nuovi padri. Quello vero, un muratore dal carattere brusco, diffida del suo Wunderkind. Da poco trasferitosi a studiare presso l'Università di Gottinga, il giovane Gauß trova il modo per costruire con righello e compasso un poligono regolare di diciassette lati. Dopo duemila anni, qualcuno si è spinto al di là di quanto ha fatto Euclide. L'appunto con cui prende nota della sua scoperta è lungo meno di un SMS. Ma superare Euclide è solo l'inizio. Dopo la tesi di dottorato sul teorema fondamentale dell'algebra, pubblica le Disquisitiones arithmeticae (1801) che diverrà un canone della matematica. Poi si dà alle stelle e calcola la traiettoria del pianeta Cerere, scoperto nel 1801 dal valtellinese Giuseppe Piazzi, diventando così il piu celebre «astronomo senza cancocchiale». Quando l'esercito di Napoleone manda in fuga il duca suo benefattore, teme per il proprio destino. Non riesce più a lavorare, gli manca «la necessaria serenità dello spirito». Figurarsi lo spavento quando un comandante francese bussa alla sua porta. Ma è solo per assicurarsi che stia bene. Il milite viene su richiesta dell'amica Sophie Germain. Gauß non conosce nessuna dama francese. E invece la donna esiste, da anni sono pure in corrispondenza, solo si è sempre firmata col nome di un uomo perché la matematica non è considerata faccenda per signore. Sophie teme pensando alla brutta fine occorsa al grande Archimede nella Siracusa assediata dai romani. E invece Gauß ha di fronte a sé ancora molti decenni di vita e di scoperte matematiche, diventando per giudizio unanime dei contemporanei il princeps mathematicorum. Anche se di molte sue incredibili intuizioni il riservato genio renderà partecipe solamente il proprio diario.
Gauß, Rowohlt, Reinbek 2008, pagg. 368, € 19,90.


