Gasometri o che cosa
Come gli ex gasometri della Ruhr e della Sassonia sono diventati attrazioni culturali
Pubblicato su IL – Il Sole 24 Ore, marzo 2010
Entri nel gasometro e viaggi nel tempo. Succede nella ex DDR, dove una vittima dello smantellamento industriale risorge a nuova vita come attrazione. L’artista berlinese Yadegar Asisi ha infatti dipinto all’interno del gasometro di Dresda un panorama a 360° raffigurante la capitale sassone in una giornata d’agosto del 1756, quindi ancora ben lontana dai devastanti bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale che la rasero al suolo. Un’esperienza, quella di passeggiare nel colosso rotondo facendo un viaggio indietro di tre secoli e mezzo, voluta dalla città del barocco tedesco per far rivivere, almeno artisticamente, il fascino ormai perduto di una capitale artistica tanto bella da essere nota un tempo come la Firenze sull’Elba.
Un destino ancora più improbabile quello del gasometro di Duisburg, ex capitale tedesca dell’acciaio nella zona della Ruhr, ora nota soprattutto per l’agguato mafioso del 2007 avvenuto nei pressi di un ristorante italiano. L’enorme contenitore cittadino è stato infatti riempito d’acqua, melma e relitti (tra cui due auto e un aereo) e poi trasformato in una grossa pozza d’allenamento per sommozzatori a caccia di tesori, comprensivo di un sistema di tubi per fare pratica di speleologia subaquea.
Ma il nuovo impianto subaqueo di Duisburg è solo uno dei simboli della trasformazione radicale avvenuta nell’ultimo decennio nella Ruhr. Perché se un tempo il popoloso conglomerato del Nordreno-Vestfalia era noto solamente per la sua distesa di fabbriche contornate da fumo e miniere, ora un ampio programma di riconversione industriale ha elevato uno dei luoghi più proletari del continente al rango di capitale europea della cultura (www.ruhr2010.de). La costruzioni simbolo di questa riqualificazione? Un altro gasometro, quello di Oberhausen, cattedrale dell’industria dedita all’immagazzinamento di gas per altoforni prima, poi contenitore di un’installazione a tema dell’artista impacchettatore Christo, infine spettacolare area espositiva per mostre ed eventi culturali, come quello dedicato al viaggio nel cosmo, titolo della mostra aperta fino a dicembre e già parecchio visitata.
Ma, a ben vedere, la riconversione culturale dei gasometri in Germania è un fenomeno risalente già agli anni Sessanta, quando la coppia d’artisti Bernd e Hilla Becher iniziò a percorrere la Ruhr per fotografare con sistematicità l’architettura industriale alla base del boom economico tedesco, conferendo alle funzionali costruzioni in cemento la dignità di vere opere d’arte.


