Gaspare Traversi, uno scugnizzo über alles
A Stoccarda la prima mostra monografica dedicata al pittore napoletano del '700 che rappresentò un'umanità passionale e godereccia
Pubblicato su La Stampa, 25 agosto 2003
A conferma del detto «nemo propheta in patria», la prima mostra monografica sul pittore napoletano Gaspare Traversi (1722 – 1770) si tiene in una pinacoteca tedesca: la galleria nazionale di Stoccarda (www.staatsgalerie.de).
L'errata attribuzione di molte opere dell'artista ad altra mano, così come la generale assenza di notizie biografiche sul suo conto (l'esatta data di nascita è ignota), hanno fatto sì che il nome di Traversi sia rimasto per moltissimo tempo quasi del tutto sconosciuto al grande pubblico.
Nel 1999 però, la pinacoteca di Stoccarda acquisisce L'Operazione chirurgica, dipinto inserito in quella tradizione barocca, seguita anche dal Caravaggio, mirante a colpire e impressionare lo sguardo tramite una vivida rappresentazione di atti a tinte forti.
L'Operazione chirurgica, forse uno dei quadri più icastici del Traversi, ritrae infatti un povero diavolo a bocca spalancata per il dolore mentre è costretto a subire senza anestesia, punzonato da un medico in parrucca, un raccapricciante intervento alla cistifellea. Il puntiglioso scavare del dottore nella carne del paziente, oltre a un naturale ribrezzo, provoca senz'altro un moto di pietà nello spettatore, che pare quasi avvertire il grido di dolore emesso dal poveraccio, tenuto fermo da un terzo figuro intento a guardare l'operazione con fredda professionalità.
L'acquisizione del dipinto ha portato la pinacoteca di Stoccarda ad interessarsi vieppiù all'opera del Traversi, giungendo infine ad allestire la mostra attuale, per esporre così sessantacinque tele, fra cui alcune mai mostrate prima d'ora in pubblico, su un totale di circa duecento lavori attribuiti ad oggi con certezza al pittore partenopeo.
Nato da famiglia di umili origini, il Traversi trascorre la sua giovinezza immerso nel vivace e popolare quartiere del teatro San Bartolomeo (chiuso poi nel 1737 per erigere il San Carlo), attingendo dai libretti, dagli attori e dalle arie dell'"opera buffa", oltreché dagli avventori delle taverne locali, spunti e volti per i suoi futuri dipinti.
Ironico pittore di scene tratte dalla vita quotidiana, Gaspare Traversi ci mostra spesso un'umanità popolare, passionale e godereccia. Passiamo così dall'immancabile suonatore di mandolino, all'indovina che predice chissà quali fortune, dalla figlia in lacrime per la scoperta, da parte dei genitori, di una lettera d'amore segreta, alla circuizione di un'ingenua e tanto brutta giovinetta ad opera di due melliflue e avvizzite mezzane. Di tutti questi volti popolani, per naturalezza e dolcezza, spicca il gioioso ritratto di una semplice fantesca, dal caldo e rasserenante sorriso.
Sebbene lontano dalle grazie del papato, Traversi conta alcuni facoltosi ammiratori all'interno del clero romano. Per questo, l'opera del pittore non si limita esclusivamente a dipinti di tema profano, ma comprende anche numerosi quadri a sfondo religioso, benchè dotati forse di minore fascino e freschezza. All'osservatore attento non sfuggirà che alcuni dei biblici vegliardi rappresentati, come nel dipinto di Giobbe, assomigliano curiosamente ai ritratti delle sue opere profane, in cui sono raffigurati vecchi mendicanti.
Terminata a novembre l'esposizione a Stoccarda, la mostra monografica di Gaspare Traversi si sposterà il prossimo dicembre nei luoghi natali del pittore, presso il museo di Capodimonte a Napoli (www.cib.na.cnr.it/remuna/capod/indice.html), arricchendosi di ulteriori tele in esposizione e rendendo così la visita ancor più allettante.


