Germania che vai, bizzarria che trovi
Dal Tropical Islands al Museo del maialino portafortuna. Un'insolita guida demolisce l'immagine seriosa del popolo tedesco
Pubblicato su La Stampa, 29 novembre 2004
I tropici tutto l'anno. Questo promette "Tropical Islands", il paradiso artificiale ricavato all'interno di un immenso Hangar, originariamente destinato ai dirigibili Zeppelin, che sotto Natale aprirà i battenti tra Dresda e Berlino. Tutto sommato qualcosa di molto sobrio se confrontato a "The Palms", la "vera" finta isola in costruzione poche miglia al largo di Dubai per la gioia di tutti i nababbi stanchi della Costa Smeralda. Ma comunque abbastanza per insospettire anche il viaggiatore più smaliziato ed esperto della terra di Goethe.
Perché di luoghi strani e posti bizzarri la Germania è piena zeppa, come si scopre sfogliando Attrazioni ignorate, una curiosa raccolta fotografica pubblicata dalla Ic! Berlin.
Con teutonica costanza Michaela Vieser e Reto Wettach, i due autori-investigatori del libro, hanno scandagliato in lungo e in largo la loro terra per sei mesi alla ricerca dei luoghi sconosciuti ai più, dimenticati dalle guide turistiche e talvolta persino ignorati da quella moderna Idra dai mille occhi che è Internet.
Se infatti "Tropical Island" assicura di calamitare torme di polacchi e tedeschi orientali allettati da sole e mare (artificiali) tutto l'anno, molti meno sono i turisti di "California", un minuscolo paesino sul mar Baltico, peraltro non lontano dall'invitante cittadina di "Brasilia".
Per i viaggiatori più interessati alla cultura che alle spiagge, la Germania è piena di musei. A cominciare da quello, pare unico al mondo, dedicato al "Maialino portafortuna", forte di una collezione di circa 10.000 tra tazze, statuette e salvadanai tutti rigorosamente a forma di porcellino (la custode è vegetariana).
Per chi si trovasse nella wagneriana Bayreuth e avesse un debole per i controsensi, si consiglia la visita al "Museo delle società segrete". Gli amanti d'arte visiteranno invece nell'ex-DDR la fabbrica dei nanetti, gustosa presenza per ogni giardino di classe. E chi va pazzo per l'arredamento, troverà a Kassel un museo interamente dedicato alla carta da parati. Nella stessa città si può anche visitare un "Museo sepolcrale" di tutto rispetto. Stranamente il libro non ne parla, pur elencando tuttavia numerosi altri luoghi imperdibili per gli amanti del genere. Come la tomba di Christian Friedrich von Kahlbutz, un cavaliere morto tre secoli fa, il cui corpo si è inspiegabilmente mummificato senza alcun intervento umano. Pare che il cavaliere fosse un inveterato spergiuro e avesse così tanto approfittato dello "ius primae noctis" da meritarsi questa singolare punizione dal Padreterno.
Chi invece sulle donne degli altri mai posò occhio fu Karl Junker, un artista-falegname che per 20 anni si dedicò anima e corpo a intagliare la propria casa a graticcio in onore della futura sposa, cesellando da cima a fondo ogni centimetro quadrato, fuori e dentro, persino nella toilette. Morì nel 1912 con la fama di "artista schizofrenico", oggi riabilitato come rappresentante dell'"Art Brut". E morì solo, perché la donna della propria vita, infatti, non la trovò mai.
Per i creduloni tappa obbligata è il "Museo delle bugie", dove si può ammirare l'orecchio tagliato di Van Gogh, un tappeto volante e addirittura la registrazione dell'ultima performance di un'orchestrina d'eccezione: quella del Titanic. Agli storici interesserà particolarmente la "Psychodelika Maschinka", il marchingegno che ha provocato la caduta del muro di Berlino.
Chi voglia prendere due piccioni con una fava dovrà certamente recarsi nell'isoletta di Peenemünde sul mar Baltico, dove gli appassionati di James Bond potranno visitare il laboratorio nel quale i nazisti costruirono i famigerati razzi V2. Per nascondere la zona venne addirittura progettato un sistema capace di generare artificialmente un'enorme cappa di nebbia in grado di nascondere l'isoletta dagli attacchi aerei. I più pigri avranno invece di che divertirsi con il "Museo dei letti", tra i quali troveranno anche il giaciglio dove si riposava il compagno Honecker. Se, stanchi di tutte queste visite, volessero schiacciarci un pisolino, sappiano che tutti i letti esposti sono a disposizione per la bisogna. A riprova infine di quanto l'apparenza inganni, si consiglia la visita al museo di ricerca atomica di Haigerloch. Per nascondere il laboratorio dove i suoi scienziati lavoravano alla micidiale bomba, Hitler non pensò a una qualche località inaccessibile. Decise invece mefistofelicamente di occultare il tutto sotto le fondamenta di una tranquilla birreria di provincia.
Proprio dove, appunto, nessuno avrebbe mai pensato di cercarlo.


