Germania, tutti pazzi per «Teddy»
«Ma lui non si sarebbe rallegrato di essere trasformato in monumento»
Pubblicato su La Stampa, 6 settembre 2003
In Germania è Adorno-mania. Tutto il mondo culturale tedesco si è attivato per onorare la memoria del filosofo.
Valvola di sicurezza per una generazione, quella del '68, in bilico tra rifiuto dello stalinismo e diffidenza per l'american style, il pensiero di Adorno, una volta svaporati gli entusiasmi dei "formidabili" anni '70, è andato meno interessando. Sorprende quindi un poco l'abbondanza di manifestazioni con cui ora a Francoforte ne viene celebrato il centenario. Forse stanca di vivere onorando devotamente la memoria di Goethe, la dinamica città sul Meno rende omaggio al suo filosofo con una fittissima offerta culturale (www.kultur-frankfurt.de/85000114). A Francoforte Adorno ha svolto l'intera carriera accademica, salvo il periodo di emigrazione in fuga dal nazismo. Pubbliche letture delle sue opere, conferenze, dibattiti e poi mostre, concerti, e reportage televisivi: una celebrazione in grande stile.
Anche altre città europee, inoltre, si sono mosse per ricordarlo, come Parigi, Budapest e Roma, dove è previsto dal 16 al 18 ottobre un convegno su "Etica, Estetica" (www.goethe.de/it/rom/itpkonf.htm). Ma è a Francoforte che avrà luogo l'evento più prestigioso, il 13 settembre. Si tratta del premio Adorno 2003 che, in linea con l'eclettismo del dedicatario, viene assegnato non solo a filosofi e sociologi, ma anche a personalità del cinema, del teatro e della musica, come avviene proprio quest'anno con il compositore ungherese György Ligeti. E a dimostrare che il personaggio Adorno va di moda, il mercato editoriale tedesco è invaso, oltre che da epistolari e registrazioni di conferenze, da ben tre massicce biografie. Una, quella di Detlev Claussens, già dal titolo vuol far capire subito di chi si parla: Adorno, l'ultimo genio. A fare colore non mancano poi le malignità di chi, come lo Spiegel, calca la mano sui difetti di "Teddie" nella sfera privata. Infine, premuroso regalo di compleanno, il 10 settembre verrà inaugurata, sempre a Francoforte, una piazza dedicata al filosofo. "Di una tale trasformazione in monumento, Adorno non si sarebbe rallegrato" commenta Rüdiger Bubner, diretto successore della cattedra adorniana, "pur con tutto l'amore per il successo, voleva essere sempre sabbia e non olio nel meccanismo". Ma la tanto vituperata "industria culturale" non fa sconti a nessuno. E Theodor Wiesengrund Adorno, come suggeriva Battiato in Bandiera Bianca, fa ora concorrenza alle luccicanti icone pop.


