Gli ultimi dischi del Führer
La collezione privata di dischi di Adolf Hitler, ritrovata negli archivi sovietici
Pubblicato su Il Sole 24 Ore, 12 agosto 2007
Conquistata Berlino i soldati russi saccheggiarono sistematicamente la città. Al capitano Lew Besymenski toccò ispezionare il bunker di Hitler. Vi trovò numerosi contenitori sigillati, pronti per la spedizione nello Obersalzberg, la residenza estiva del dittatore. Morto il Führer, le casse presero la via di Mosca. Dopo oltre sessant’anni e grazie alla figlia del capitano lo Spiegel ha potuto ispezionare il loro contenuto, rimasto finora un mistero perché Besymenski mai volle parlare in pubblico del suo eccezionale souvenir. Si tratta di una buona parte della collezione privata di dischi con cui Adolf Hitler amava trascorrere il tempo libero quando voleva distrarsi dai progetti di invasione mondiale. Scopriamo così che oltre agli scontati Wagner e Beethoven il Führer annoverava tra le registrazioni preferite opere di Borodin, Tchaikovsky, Rachmaninov, nonché del violinista Bronislaw Huberman e del pianista Artur Schnabel, entrambi di origine ebraica. Tutti artisti disprezzati dai nazisti. I quali peraltro nemmeno si scaldavano troppo per i film di Topolino, di cui invece Adolf Hilter andava matto.


