Google, ma le notizie non sono un algoritmo
Il giornale senza giornalisti del potente motore online
Pubblicato su La Stampa, 14 agosto 2003
Cosa significa essere un pipistrello? Secondo il filosofo Thomas Nagel, hanno la pretesa di saperlo quegli scienziati che si incaponiscono di sapere obiettivamente cosa sia essere una nottola. Le loro precisissime misurazioni empiriche, infatti, mai saranno sufficienti a spiegare cosa significhi, dal punto di vista del pipistrello stesso, essere quello che è.
Ed è proprio a un tale fervore scientista che si è indotti a pensare, imbattendosi nel sito Google News, il servizio di selezione automatica di notizie, ultimo nato dello spumeggiante Google, uno dei motori di ricerca più cliccati della rete. Google News, lanciato dapprima negli Stati Uniti, ma presente anche in Europa nelle sue versioni inglese, francese e – da pochi giorni – tedesca, sembra avvicinarsi al quotidiano predetto nel suo Essere Digitali da Nicholas Negroponte, quando anni fa prospettò l'invenzione di un giornale elettronico in grado di conoscere i gusti del lettore e capace di selezionargli le notizie più interessanti. Dall'uscita del suo famoso libro nel '96 sono passati pochi anni, ma sono gli anni del decollo di Internet in cui, insieme alla visione ottimistica ed entusiasta dell'informatica, sono cresciute anche le preoccupazioni di chi ne ha colto e sottolineato gli aspetti più inquietanti. Film come Matrix e il suo recente seguito, insieme con il prossimo e atteso terzo capitolo della saga cyborg di Terminator, narrano di un'umanità creatrice di macchine e computer talmente perfetti da venire essa stessa sopraffatta e schiavizzata da quei servi elettronici di cui si credeva indiscussa padrona. Il notevole successo di tali storie, oltre che all'impiego di spettacolari effetti speciali – naturalmente progettati al computer –, è forse dovuto alla loro capacità di cogliere e dare voce, indulgendo volentieri nell'esagerazione, alla sottile angoscia dei molti che sempre più si sentono incalzati e minacciati dall'invadenza della rivoluzione informatica di questi anni.
E a proposito di Google News, ciò che lo rende unico è proprio la sua totale assenza di una redazione. Tramite un complesso algoritmo, infatti, il sito di notizie cerca e filtra continuamente un numero altissimo di giornali e riviste online, per poi presentare una rassegna sempre aggiornata di tutto ciò che avviene al mondo. Per questo il sito tiene puntigliosamente a informare che la sua selezione di notizie è del tutto obiettiva, e non privilegia alcun partito politico né ideologia. Di un tale efficiente meccanismo sia però lecito dubitare, consapevoli che basta anche solo variare la collocazione di una notizia – avvenga essa sulla carta stampata o sul monitor del computer – a fare la differenza. Nel vantare la propria selezione obiettiva, quindi, Google News dimentica che qualsiasi selezione, nel momento stesso in cui scarta alcune notizie a favore di altre – indipendentemente dal criterio usato per farlo – commette un (inevitabile) reato di lesa obiettività. E anche se il sito indica per ogni articolo le centinaia o migliaia di rimandi che l'informazione riferita ha generato nella stampa mondiale, chi assicura che il numero sia un ferreo criterio di obiettività? Forse anche Google ritiene, che il numero è potenza? E contribuisce davvero all'obiettività della notizia, il riportare da quanti minuti è stata generata, o forse piuttosto ciò tende a creare nel navigatore quasi un ostacolo psicologico alla lettura di testi, che siano anche solo più vecchi di qualche ora?
Ma forse, di fronte a tanto asettico rigore e bravura computazionale, alcuni potrebbero sentirsi finalmente sgravati dall'imprecisione e faziosità dei giornalisti umani. Ora che abbiamo Google News possiamo stare tranquilli. Almeno fino a quando, dopo aver sostituito i giornalisti veri con quelli elettronici, non venga in mente a qualcuno di completare l'opera e mandare in pensione anche i lettori umani, così maledettamente incapaci di leggere anche un solo articolo senza distrarsi.


