I dolori del giovane Thomas (Mann)
Gastriti, mal di denti, debilitazione: il carteggio dello scrittore con il poeta austriaco Schaukal, suo sfortunato scopritore
Pubblicato su La Stampa, 20 ottobre 2003
Non per le sue poesie simboliste né per certi tardi scritti antisemiti viene oggi ricordato l'austriaco Richard Schaukal (1874 – 1942). Ormai escluso dalle antologie, la fama postuma del poeta, scrittore e traduttore viennese, che fu anche un alto funzionario statale, è legata piuttosto alle recensioni, scritte in giovinezza, delle prime opere di un allora giovane e sconosciuto scrittore, Thomas Mann. Schaukal, infatti, è ricordato come il primo scopritore di Thomas Mann, da lui paragonato a Čhecov e d'Annunzio. Poco importa che Mann probabilmente non gradisse l'accostamento con il Vate: resta il fatto che le prime attenzioni critiche nei suoi confronti si devono proprio a Schaukal. Con questi, il giovane scrittore originario di Lubecca, dal 1900 al 1905, intrattiene una corrispondenza che ora viene per la prima volta pubblicata dall'editore Klostermann di Francoforte. Se rovistare nel carteggio di un artista è sempre fonte di scoperte e sorprese, quando si tratta di uno scrittore del calibro di Thomas Mann l'indagine è ancora più allettante. Molte delle sue opere, infatti, traggono spunti e personaggi dal suo vissuto biografico. Senza scomodare la saga familiare dei Buddenbrook (1901), in cui la società di Lubecca si ritiene così mal ritratta, che Mann sente necessario scrivere il saggio Bilse e io (1906) in difesa della libera creatività artistica, il protagonista della Morte a Venezia (1912) fonda la propria celebrità su opere che in realtà Mann stesso avrebbe voluto comporre. L'epistolario, arricchito da un cospicuo apparato di note a cura di Claudia Girardi (austriaca, nonostante il nome), raccoglie le 75 lettere e cartoline inviate da Thomas Mann a Schaukal, da lui talvolta elogiato come "Apostolo" e "Annunciatore" e schernito invece altrove come "tipo stravagante" e limitato "damerino". Come nelle altre corrispondenze manniane, anche qui lo scrittore usa comunque toni sempre estremamente cortesi verso il destinatario e mostra un'accentuata tendenza all'autointerpretazione e stilizza quasi la propria vita a guisa di un raffinato "capolavoro" rinascimentale. Tipicamente moderna è, però, la tendenza del giovane autore a narrare il proprio stato di profonda debilitazione e nervosismo, indulgendo spesso in descrizioni di disturbi gastrici, mal di denti e spossatezze di vario tipo. D'altronde, in tutta l'opera di Thomas Mann aleggia un'atmosfera di decadenza e malattia fisica, simbolo di un ben più nobile malessere spirituale. Del resto anche il primo scritto di Mann recensito entusiasticamente da Schaukal, ovvero Il piccolo signor Friedmann (1897), ha per tema la decadenza fisica. Molte missive del carteggio sono di contenuto letterario, con discussioni sul lavoro proprio e del destinatario o su esperienze di lettura. Particolarmente interessante è il duetto fra Mann e Schaukal circa i rispettivi successi e insuccessi. Entrambi i corrispondenti sono vanitosi e – sebbene qui sia leggibile solamente ciò che scrive Thomas Mann – discutono sempre volentieri delle loro fortune. Se per Mann, tuttavia, il riconoscimento pubblico va crescendo, Schaukal, che pure è convinto d'essere un grande autore, più che altro incontra continue delusioni. Ma la colpa – e di questo i due si dicono sicuri – è dei critici, bollati senza esitazione come stupidi. All'illusione contribuisce Mann che spesso elogia con trasporto l'interlocutore, dichiarandosi incantato dai suoi lavori. Se poi questi hanno per tema una qualche opera di Mann stesso, egli si rallegra "come un bambino" di leggerli. Ripromettendosi di fare da tramite presso il suo editore per caldeggiare la pubblicazione dei libri di Schaukal, Thomas Mann genera nel poeta continue e vane aspettative. Il cruccio di annunciargli rifiuti su rifiuti non è però tanto grande da impedire all'ormai fortunato autore dei Buddenbrook di indulgere nei suoi successi e, a mo' di consolazione, spiegare quanto sia faticoso amministrare la propria fama.
La corrispondenza si interrompe in modo repentino quando Schaukal, solitamente docile e accomodante, esprime un giudizio negativo sui primi atti del futuro dramma Fiorenza (1907), costato a Thomas Mann una faticosa gestazione. Questi, ormai scrittore di successo, risponderà con la secca e immediata rottura del rapporto.
Calcolo o impulsività?


