Pubblicato su IL – Il Sole 24 Ore, marzo 2010
Evadere le tasse in Germania non è furbizia, ma un crimine. Chi sbaglia paga e scattano le manette. È successo qualche anno fa a Klaus Zumwinkel, potente capo della Deutsche Post. Nel suo caso tuttavia la condanna poi è stata molto umana: due anni con la condizionale. La prova, secondo la rivista Spiegel, che i giudici a Berlino hanno un riguardo speciale per gli imputati influenti. Un’idea non balzana, a guardare lo sviluppo di certi scandali macroscopici come i casi di corruzione alla Siemens. Tangenti stellari per conquistarsi governi e appalti, processi soprattutto ai pesci piccoli e nessuna Tangentopoli all’orizzonte. Certo qui politici e manager usano tenere un basso profilo, la riservatezza è qualità tanto apprezzata che l’uomo più ricco del paese, Karl Albrecht dei supermercati Aldi, in febbraio ha festeggiato i novant’anni lasciando la Germania all’oscuro persino dei suoi tratti somatici. E allora chi viene beccato con le mani nella marmellata, come Zumwinkel, si inabissa in un oceano di silenzio alla velocità della luce e sparisce al più presto dai media. Il “mostro”, insomma, raramente in Germania viene sbattuto in prima pagina per lungo tempo. Difficile tuttavia sapere se questo dipenda solo da un grado di corruzione oggettivamente più basso rispetto al nostro Paese, o se piuttosto il giornalismo tedesco non sia portato a spingere di preferenza sul silenziatore. L’impressione è infatti che sopra le Alpi certi panni si preferisca lavarli in famiglia, e gli episodi di corruzione siano certo documentati dal quarto potere, il quale tuttavia dopo averne dato notizia li fa sparire velocemente dalla cronaca. Qui non ci si dilunga per settimane o mesi interi con florilegi di particolari come succede da noi. Assai meno frequente anche il fenomeno dei libri denuncia. E uno di quelli che hanno fatto più scalpore, una storia delle malefatte della CSU, lo ha scritto un autore con in tasca la tessera del partito accusato, parlando di corrotti che da anni riposano in pace, ormai affidati solamente alla giustizia celeste.


