Il tedesco che conquistò BB
Gunter Sachs racconta la sua vita da playboy in un'autobiografia scritta su consiglio di Roman Polanski
Pubblicato su Il Sole 24 Ore, 20 novembre 2005
Di numeri ne ha fatti parecchi, Gunter. Ma più per il suo irresistibile fascino che per essersi laureato in matematica. Ora ce lo racconta lui stesso in una spumeggiante autobiografia (Mein Leben, Piper, Monaco 2005, pagg. 423, € 24,90), scritta su consiglio dell’amico Roman Polanski.
Sachs, uno dei più grandi playboy del Novecento, nasce miliardario in un antico castello sul Meno nel 1932. La madre discende dai von Opel, quelli delle auto, e il padre è amico di caccia di Hermann Göring, quello della Luftwaffe. Ma i genitori bisticciano e la donna fugge con i figlioletti in Svizzera. Per Gunter è il posto giusto dove stringere amicizia con i tanti nobili rampolli che studiano nei prestigiosi collegi elvetici. A dodici anni il primo amore. Una delle poche volte che gli va male. A ventitré convola a nozze con la franco-algerina-argentina Anne Marie. Ma presto l’idillio si spezza: la donna muore improvvisamente. Gunter rimane solo ad allevare un figlioletto di nemmeno tre anni.
Riesce tuttavia a superare il trauma anche grazie alla lettura di Uno, Due Tre…Infinito del fisico George Gamow, in cui si spiega come battendo a casaccio i tasti di una macchina da scrivere sia teoricamente possibile comporre tutti gli infiniti romanzi concepibili da mente umana. Per Gunter è una rivelazione. Capisce che non ci sono problemi impossibili, ma solo risposte da scovare. Pensa positivo e sceglie di studiare matematica ed economia. Parigi, Montecarlo, il Kenia e St. Tropez sono solo alcune delle mete che il danaroso studente si concede tra un esame e l’altro. A Losanna un giorno viene “sequestrato” da una dama in un appartamento da mille e una notte. È la misteriosa maîtresse che generosamente gli insegnerà tutto, ma proprio tutto, quello che c’è da sapere per diventare un perfetto playboy. Comincia così la vita tra belle donne, party in costume e moto rombanti che lo renderanno famoso. Flirta con Marina Doria, Juliette Greco e Brigitte Bardot, «quintessenza della ragazza di quel tempo». Gunter Sachs riesce a conoscerla a Ginevra quasi per caso. BB gli chiede se vuole accompagnarla a passeggiare. Il fortunato risponde. Ma proprio la sera del primo incontro deve recuperare alla stazione un caro amico giunto in città. Penosamente si congeda da una Brigitte stupita: «voi tedeschi siete proprio fatti come degli armadi». Gunter avrà modo di rifarsi, impalmando la Bardot sull’altare a Las Vegas nel ‘66. Milioni di uomini lo invidiano, ma per i tedeschi anche questo è un altro passo di riavvicinamento al consesso internazionale. Nel ’69 si lasciano e Sachs riprende così la girandola di gonne, fino a quando incontra Mirja, il grande amore della sua vita.
Numerosi sono i personaggi del mondo del cinema, della cultura e dell’industria che Gunter incontra nella sua fiammeggiante esistenza. Parole d’affetto sono riservate a Gianni Agnelli, «principe di un rinascimento perduto». Ma come dimenticare poi Coco Chanel, Sean Connery o Kirk Douglas? Quest’ultimo, approdato una volta in Europa per girare un colossal sui vichinghi, invade Monaco di Baviera con un esercito di duecento sventole danesi e svedesi, pronte a farsi guidare in città da Gunter Sachs. Un po’ di fortuna, d’altronde, non guasta mai.
Come si conviene a un vero uomo di mondo, Sachs è anche un raffinato conoscitore d’arte. Nel corso dei decenni si è costruito infatti la fama di rinomato collezionista e apprezzato fotografo.
Coltiva anche la letteratura e adora “If” di Kipling. Guarda caso la stessa poesia amata da Indro Montanelli, altro grande intenditore di donne.


