Intellettuali tedeschi contro Brecht
Un numero speciale della rivista Merkur interroga il bisogno di eroi nelle società democratiche
Pubblicato su Il Sole 24 Ore, 13 settembre 2009
L’eroe è ingombrante. O almeno così appare all’egualitarismo delle moderne democrazie di massa. Rispetto all’essere eccezionale della personalità carismatica, che nel compiere le sue gesta si pone al di fuori dalle norme sociali per concretizzare il proprio sentire, le società democratiche preferiscono le virtù civili messe quotidianamente in pratica dal buon cittadino. Eppure, vuoi nella forma di un politico capace di suscitare entusiasmi da rockstar, o in quella delle assolute mediocrità televisive scelte in un casting per diventare “celebrities” applaudite e subito dimenticate, le vestigia del culto eroico sono ancora presenti nella nostra società.
D’altronde è davvero fortunato quel popolo che non ha bisogno di personalità eccezionali? Se lo chiede l’ultimo numero di Merkur, che a giorni esce in Germania con un’edizione speciale tutta dedicata al culto dell’eroe. Perché se il drammaturgo Bertold Brecht riteneva che una simile figura non potesse appartenere al progresso, Karl-Heinz Bohrer e Kurt Scheel, gli editori della “rivista tedesca per il pensiero europeo”, sono invece convinti che il bisogno di eroi sia una necessità antropologica e psicologica costante dell’essere umano, sebbene declinata diversamente nel tempo e nelle differenti culture. Se quindi la pedagogia democratica della Repubblica Federale Tedesca ha cercato di sostituire all’eroismo il “coraggio civile”, invocato ad esempio per opporsi a quell’estremismo di destra risultato fatale nel secolo scorso e che ora va rinvigorendosi nelle aree rurali dei nuovi Länder, a tutt’oggi l’Inghilterra tributa ai propri soldati caduti in azione nelle guerre in Iraq e in Afghanistan un vero culto eroico a maggior vantaggio del patriottismo nazionale.
Ma anche nel caso in cui si ritengano gli eroi ormai relegati al margine della nostra sensibilità, è indubbio che la loro presenza si manifesta prepotentemente nella produzione artistica di nazioni come gli Stati uniti, che ai vari Spiderman, Batman e Watchmen hanno tributato celebri saghe superomistiche, immortalate tanto al cinema quanto nei fumetti.
Se poi si volge lo sguardo al di là del nostro orizzonte democratico, ci si accorge facilmente come a tutt’oggi il comportamento eroico sia lungi dall’essere svanito. È il caso di quegli elettori che hanno espresso il proprio dissenso contro Ahmadinejad nei moti di protesta a Teheran, o che si sono recati alle urne nelle ultime elezioni afghane, nonostante le minacce talebane. Oppure è il caso di Kareem Amer, uno studente egiziano di giurisprudenza che per aver criticato nel suo blog il governo e l’Islam, auspicando uno stato di diritto d’impronta liberale, è stato allontanato dalla propria università subendo una condanna a quattro anni di prigione. Per il dispiacere del padre, che gli aveva augurato la pena di morte.


