La «Chiesa della Paura» riempe d'angoscia Bayreuth
Il neosituazionista fondatore della finta setta abbandona la regia del «Parsifal» e mette in forse il festival
Pubblicato su La Stampa, 6 luglio 2004
A poche settimane dall'apertura della sua 128a edizione il festival di Bayreuth è minacciato da un grave abbandono. Il regista del Parsifal, l'opera che il 25 luglio aprirà la grande manifestazione musicale (www.bayreuther-festspiele.de), meta irrinunciabile per ogni melomane wagneriano, ha infatti improvvisamente disertato le prove dandosi per malato. Nella speranza di svecchiare una rassegna musicale dai più sentita ormai come troppo logora e convenzionale, Wolfgang Wagner, direttore a vita del festival-culto interamente dedicato al grande compositore tedesco, ha infatti voluto rischiare dando in mano il nuovo allestimento del Parsifal a un artista imprevedibile come Christoph Schlingensief. Ma da questi l'ottantacinquenne nipote di Richard Wagner qualche sorpresa se la sarebbe dovuta aspettare. Regista teatrale, showman di MTV e organizzatore di svariate e assurde performances, per le sue numerose provocazioni Schlingensief si è guadagnato sul campo il titolo di "enfant terrible" della cultura tedesca. Sua è ad esempio l'idea della "Chiesa della Paura" (www.church-of-fear.net), la parodia di una setta satanica inneggiante al potere taumaturgico dell'ansia. A Francoforte, Colonia e anche all'ultima Biennale di Venezia il giovane artista ha organizzato vari happening, durante i quali nei panni del sacerdote-pop predica il verbo della sua setta, parodiando e criticando il governo americano, reo di perseguire una visione fondamentalista della religione cristiana e così rendendosi pericolosamente simile agli integralisti musulmani che vuole combattere. Ma questa è solo una delle numerose azioni dissacranti di Schlingensief, sempre a cavallo tra surrealismo e politica. La più nota è certo quella organizzata nel 1998, poco prima delle elezioni per il Bundestag, quando invitò tutti i disoccupati tedeschi (quattro milioni) a tuffarsi insieme in un lago austriaco vicino alla residenza estiva di Helmut Kohl, facendolo così straripare e rovinando le vacanze al cancelliere che, secondo lui, poco si era curato della crisi economica tedesca. Sebbene all'appello si presentarono solo poche decine di aspiranti inondatori, il successo mediatico della provocazione fu notevole.
Ora la sua improvvisa defezione contribuisce a guastare l'immagine di un festival già in stato di crisi. Come se non bastasse, infatti, la disdetta di Schlingensief segue di poche settimane un'altra clamorosa rinuncia. A giugno il regista danese Lars von Trier, che l'anno scorso nel suo Dogville ha diretto Nicole Kidman in un film dai toni teatrali, ha disdetto l'impegno per la direzione di Der Ring Des Nibelnungen, in cartellone per il festival di Bayreuth del 2006. Dopo averci pensato un bel po', ha dovuto ammettere di non avere le forze necessarie per affrontare quindici ore di regia.
Si sospetta però che le rinunce di Schlingensief e von Trier siano principalmente dovute alle gravi tensioni dei registi con il direttore Wolfgang Wagner, ora sotto il fuoco della stampa tedesca per la gestione accentratrice e fallimentare del festival.
Per il futuro della manifestazione, da sempre saldamente in mano ai discendenti di Richard Wagner, c'è chi spera nella ventiseienne Katharina, figlia dell'attuale direttore, il cui debutto a Bayreuth è previsto nel 2007 con i Maestri Cantori.


