Apparso sul notiziario della Banca Popolare di Sondrio, agosto 2003.
Il mare d’inverno e la montagna d’estate?
Ma come, ci si chiederà, non si è soliti fare proprio l’opposto?
In effetti, sebbene le spiagge solitarie possano affascinare qualche romantico, ben pochi penserebbero di affittare sedia e ombrellone a dicembre. Al contrario però, l’idea di inforcare gli sci o la tavola da snowboard in agosto non è così peregrina come sembra.
Quantomeno, non per chi conosce la Pirovano, l’unica Università italiana aperta tutta l’estate.
Situata al passo dello Stelvio e raggiungibile percorrendo l’affascinante e sinuosa strada statale, battuta un tempo dai grandi Coppi e Bartali, eterni duellanti ma anche veri sportivi capaci di aiutarsi reciprocamente (chi passò la borraccia a chi?), da più di cinquant’anni, nel periodo che va da maggio a ottobre, la Pirovano ospita, infatti, centinaia di volonterosi e motivati studenti.
Lungi dal seguirne le lezioni svogliatamente, essi non desiderano altro che rimanere in classe il più a lungo possibile. Pensiero comprensibile, se teniamo conto che tutte le lezioni di questa prestigiosa Università si tengono all’aperto. Per aule, infatti, la Pirovano ha le piste innevate dello splendido ghiacciaio dello Stelvio. Per pareti, il panorama mozzafiato delle alpi italiane e svizzere, nelle quali campeggia il massiccio dell’Ortels-Cevedale. E, per docenti, un esercito di preparati e simpatici maestri di sci, snowboard, sci di fondo, carving e chi più ne ha più ne metta.
Come ogni università che si rispetti, tuttavia, anche alla Pirovano non mancano studio e disciplina.
Leggendaria pioniera dell’insegnamento sciistico, l’austera fondatrice Giuliana Pirovano, quando, insieme con il marito Giuseppe, si mise in testa di creare la sua università, volle dare alla luce, ancor prima di una scuola di sci, una vera e propria scuola di vita.
Sveglia presto, quindi, e presto sulla neve ad imparare diligentemente per tutto il giorno come diventare dei perfetti sciatori. Perché occorre un serio allenamento, e non basta calzare degli scarponi all’ultima moda, per apprendere come si deve l’arte di scendere con eleganza e maestria dalle piste innevate dei monti.
Oggi, naturalmente, i tempi sono cambiati e la Pirovano, pur mantenendo la tradizione di serietà e affidabilità che rende famoso il suo nome, offre anche, per il relax doposci e il divertimento serale, una serie di infrastrutture ricca e variegata, capace di soddisfare il villeggiante più moderno ed esigente.
C’è, ad esempio, il campo di pallavolo, dove si organizzano tornei e, vista l’altitudine, si spera di non far cadere la palla, per non dover andare magari a riprenderla a Merano. E c’è la piscina, per chi vuol appaiare all’allenamento sciistico un po’ di vasche o per chi, semplicemente, desidera stendersi a mollo prima di cena. Per i più piccoli, affidati alle attente cure del personale in albergo, vi sono anche i videogame e gli sport da tavolo. Naturalmente, non manca un internet café, per raccontare via e-mail agli amici rimasti a casa la giornata appena trascorsa, sadicamente consapevoli di farli ingelosire non poco. E poi vi sono anche i corsi di ginnastica aerobica e la bella terrazza con vista sulle piste, dove si possono spillare al sole gli ultimi raggi serali, magari sorseggiando un buon vino valtellinese e già pregustando i sapori di un’invitante cucina.
Per chi ama fare un po’ di moto a piedi, infine, vi è da percorrere, immersa in uno dei parchi alpini più affascinanti d’Italia, una rete di sentieri di diversa lunghezza e difficoltà. Particolarmente evocative sono le camminate, ovvero le strade aperte dagli alpini durante la Grande Guerra, allora veri e propri sentieri di combattimento ed ora, e per fortuna, tranquilli e suggestivi sentieri di pace. Fra l’altro, nello sportello della Banca Popolare di Sondrio, vicinissimo alla Pirovano, si possono visitare vari resti d’armi e oggetti risalenti al primo conflitto mondiale, ritrovati negli anni da appassionati ricercatori di cimeli militari.
Per gli ospiti adulti, particolarmente stuzzicante è l’idea di fare un salto in auto a Bormio, la bellissima cittadina ai piedi dello Stelvio, per immergersi negli antichi bagni termali o, semplicemente, godersi la passeggiata e i negozi di via Roma.
Dopo cena, mentre i bambini vengono premurosamente portati a dormire, per i ragazzi più grandi e per chi ha ancora dell’energia residua, si accendono le luci della discoteca, dove ci si può scatenare, magari insieme ai maestri di sci, e stringere ancor più amicizia con tutti coloro che si sono conosciuti durante la giornata.
Insomma, le possibilità che la Pirovono offre sono molte e variegate, mentre vi è una sola certezza.
Ovvero che, quando viene il tempo di ritornare a casa, tutti gli studenti vorrebbero in cuor loro esser stati bocciati, per poter rimanere ancor di più nella loro amata scuola del divertimento.


