Le due sponde della città di Tarantino
Görlitz/Zgorzelec, la città divisa tra Germania e Polonia dove Tarantino girò Bastardi senza gloria
Pubblicato su Il Sole 24 Ore, 2 agosto 2009
A Görlitz il pomo non è della discordia. Chiunque lo può cogliere, a patto di visitare nella giusta stagione il pubblico meleto di questa cittadina divisa tra Germania e Polonia. In realtà gli alberi sono piantati a simboleggiare il Getsemani e fanno parte di un percorso simbolico in collina che ricorda la Via Dolorosa e culmina in una copia del Santo Sepolcro più fedele dell’originale. La volle il borgomastro Georg Emmerich alla fine del Quattrocento, prima che incendi e restauri modificassero l’edificio autentico di Gerusalemme. Non è l’unica stranezza di questa località dell’Alta Lusazia, situata tra Dresda, Praga e Breslavia. Qui nel Medioevo la Via Regia, che univa Kiev a Santiago di Compostela, s’incrociava con la strada commerciale che dal Mar Baltico raggiungeva Praga favorendo lo scambio del sale e dell’ambra. I palazzi rinascimentali, barocchi e neoclassici interamente risparmiati dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale sono oggi la testimonianza della ricchezza di un tempo. In quelli dai soffitti più alti i patrizi mercanti di panni esponevano i loro manufatti tinteggiati in un blu richiesto fino in Oriente. Dopo essere stati abbandonati a se stessi durante il regime di Honecker, un investimento pubblico ventennale pari a circa 200 milioni di euro ha riportato questi edifici agli antichi fasti, rendendo Görlitz un intatto gioiello del paesaggio architettonico tedesco. Al risanamento del centro contribuisce dal 1995 un benefattore che ogni anno, verso primavera, elargisce alla cittadina 500.000 euro. Chi sia nessuno lo sa, ma tutti pregano che viva ancora cent’anni. Forse Nicolas Cage? L’attore tempo fa visitò Görlitz in incognito appositamente per dire una prece sulla tomba del filosofo e mistico Jakob Böhme, sepolto nel suggestivo cimitero barocco. Ma Cage non è l’unica star del cinema ad avere scoperto questo estremo angolo di Germania. L’anno scorso Quentin Tarantino ha girato qui il suo “Bastardi senza gloria”.
Ora che la frenesia del set è scomparsa, tutto è pace tra le viuzze di Görlitz. Lontano ancora però è il momento in cui questa cittadina riuscirà a sanare completamente lo squarcio che la Storia le ha inflitto. Dopo la disfatta nazista le abitazioni sulla sponda est del fiume Neiße vennero cedute alla Polonia. «E anche se la propaganda comunista parlava sempre di popoli fratelli» ci racconta Kai Grebasch, responsabile del turismo, «per i cittadini della DDR oltrepassare il confine era maledettamente difficile, soprattutto negli anni Ottanta quando nella Germania Est il movimento di Solidarność era assai malvisto». Dal 1945 in poi a rendere ancor più difficoltosi i già problematici rapporti tra polacchi e tedeschi vi è il fatto che sulle opposte rive non vivono antichi conoscenti, ma perfetti estranei. Mentre Görlitz viene ripopolata dai tedeschi scacciati dalla Slesia, la regione storica a cui in città è dedicato un museo, Zgorzelec accoglie quei polacchi che Stalin ha espulso dalla Galizia e dall’Ucraina. Solo con il crollo del Muro gli abitanti delle due nazioni cominciano a conoscersi meglio. L’entrata della Polonia nella UE coincide con l’inaugurazione di un ponte pedonale nel centro storico che dopo 60 anni rimedia alle distruzioni della Wehrmacht in ritirata, mentre la comune candidatura di Görlitz/Zgorzelec a città europea per il 2010, sebbene fallita, ha indotto le due amministrazioni comunali a intensificare la cooperazione. A Zgorzelec si aprono asili bilingui, Görlitz offre corsi liceali in polacco. Un tram che unisca le due parti della città è auspicato da entrambi i sindaci, ma per adesso mancano i soldi. Più che le grandi dichiarazioni politiche di riappacificazione sono però i motivi pratici a spingere le due popolazioni a visitarsi reciprocamente. «Sigarette, birra e benzina sono molto più economiche dall’altra parte. Per le scarpe, cosmetici e detersivi i polacchi acquistano volentieri qui da noi» ci spiega una commessa del grande magazzino in stile liberty nel centro di Görlitz. Parla tranquilla, come se non sapesse che sabato prossimo Hertie, la catena per cui lavora, chiude tutto per fallimento. Ma forse è solo la rassegnazione di chi ha visto, insieme al crollo del Muro, il rapido scomparire di una secolare tradizione tessitoria, nonché lo smantellamento di quasi tutta l’industria pesante. «Dal 1989 in poi siamo scesi da 80.000 a 56.000 abitanti» commenta amareggiato Kai «Se ne vanno soprattutto i giovani come me, con il risultato che nel centro città abbiamo 5000 appartamenti vuoti e completamente restaurati in palazzi stupendi, ma nessun inquilino».
Tra le eccezioni di chi non è partito bensì arrivato vi è il bellunese Gianfranco Del Vecchio. «Per me l’apertura dei confini è stata una benedizione» ci spiega sulla soglia del suo negozio a Zgorzelec. Gianfranco ha due gelaterie. Entrambe si chiamano “La Gondola”, ma una è in Germania, l’altra in Polonia. «Il gelato lo produco in quella tedesca, poi lo porto di corsa in quella polacca. Ogni giorno passo il confine almeno cinque volte. Quando sul confine ancora c’erano i controlli, talvolta duravano ore. E ai doganieri non interessava nulla che il mio gelato intanto si scioglieva».
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