L'orgoglio di un borghese
Una raccolta postuma di scritti di Joachim Fest, biografo di Hitler, sulla grande borghesia tedesca
Pubblicato su Il Sole 24 Ore, 18 marzo 2007
Come un grande borghese. Così certamente piacerebbe a Joachim Fest (1926-2006) essere ricordato. Se molti scrittori suoi colleghi tuttora sfuggono a un simile appellativo, avvertendolo forse come un laccio troppo stretto intorno alla loro creatività, Fest non ha mai nascosto la sua appartenenza al Bildungsbürgertum, la grande borghesia tedesca operosa ma consapevole dell’importanza del nutrimento culturale per la formazione spirituale dell’individuo. In questo suo dichiararsi borghese, quasi ostentando il proprio ceto di appartenenza, Fest manifestava quell’aristocratico piglio con cui colpiva e affascinava i propri ascoltatori.
In Germania furono molte le famiglie borghesi cadute vittima del fanatismo hitleriano. Ma non quella di Fest, il cui padre rifiutò sempre di prendere la tessera del partito nazista, distinguendosì così agli occhi del figlio quale valoroso esempio di dirittura morale.
Con La Borghesia come forma di Vita [Bürgerlichkeit als Lebensform] – un titolo che rimanda al saggio manniano Lubecca come forma di vita spirituale – esce nei prossimi giorni in Germania una raccolta postuma di vari scritti del saggista scomparso lo scorso settembre. Tra i temi trattati dal biografo di Hitler e Albert Speer: il Terzo Reich e la resistenza tedesca, il ruolo degli intellettuali al tempo dell’ideologia, il mestiere dello storico, ma anche letteratura e riflessioni sulla sociologia dell’arte. Varie le pagine del volume dedicate ai fratelli Thomas e Heinrich Mann, all’amico e regista Jürgen Roland e al cancelliere Willy Brand. Tutti rappresentanti di quella borghesia i cui meriti e i cui pericoli hanno sempre appassionato Joachim Fest, un pensatore sempre scettico e mai radicale.
La Borghesia come forma di Vita, [Bürgerlichkeit als Lebensform], Rowohlt Verlag, Reinbeck 2007, pagg. 368, € 19,90.


