Luhmann, è la decisione a rendere vivibile la complessità
Il grande sociologo tedesco e la sua teoria dei sistemi
Pubblicato su La Stampa, 15 maggio 2005
«Non esiste la società, ma solo gli individui». Pensandola così è probabile che Margaret Thatcher si sia sempre tenuta distante dai libri di Niklas Luhmann, uno dei più importanti sociologi del Novecento. Per il celebre studioso, infatti, la società non è una mera somma di persone, bensì un articolato sistema di organizzazioni funzionali tenute in piedi dal flusso comunicativo delle decisioni.
Per sviluppare nel modo più esaustivo possibile la sua complessa “teoria dei sistemi” Luhmann nel 1967 aveva previsto di impiegare una trentina d’anni e parecchi libri. Da quel momento scrisse migliaia di pagine e morì nel 1998. Insomma, ci aveva azzeccato in pieno.
Sin dal titolo, il volume postumo Organizzazione e decisione (Bruno Mondadori, pagine 435, euro 32), uscito nel 2000 in Germania e ora tradotto da Giancarlo Corsi, autore anche della breve prefazione, vuole essere una sintesi dell’arduo percorso speculativo di Luhmann, che in vita pubblicò oltre cinquanta libri, tra cui testi come Potere e complessità sociale o Illuminismo sociologico, una delle sue opere più importanti.
Con il termine “organizzazione” Luhmann comprende le istituzioni più differenti (partiti politici, enti statali, ordini religiosi), tutte accomunate dal fatto, appunto, di essere insiemi complessi e strutturati. E di necessitare, per il loro funzionamento, di una catena di comando basata sulle decisioni prese per il mantenimento e lo sviluppo dell’organizzazione stessa. Decisioni che poggiano su risoluzioni precedenti e che a loro volta costituiscono le premesse per le future scelte che verranno adottate. Indispensabile per un’organizzazione è quindi l’atto della decisione, che assolve la funzione di ridurre il disordine e “assorbire l’incertezza” generata dalla complessità propria di ogni sistema sociale. Ma ogni decisione necessita a sua volta di un’organizzazione che permetta alla decisione di poter essere attuata.
Con Organizzazione e decisione il cammino teorico di Luhmann compie così un ritorno alle proprie origini e termina con un esplicito rimando a Funzioni e conseguenze dell'organizzazione, il suo primo volume pubblicato nel 1964. D’altronde la circolarità non è cosa nuova in Luhmann, che nel suo ultimo libro pubblicato in vita, Società della società (ancora inedito in Italia), si è concesso un tiro mancino al lettore che volesse approfondire il tema trattato, mettendo in nota un ironico rimando bibliografico a un libro che non è altro se non lo stesso Società della società.
Ma anche senza l’aggiunta di tali colte birbonate le teorie di Niklas Luhmann hanno spiazzato molti studiosi. Provocando sempre accese discussioni, spesso subendo critiche, mai lasciando indifferenti.
Anche i pensatori meno incantati dalle argomentazioni del sociologo raramente, infatti, sono rimasti insensibili al fascino delle sue idee. Come Jürgen Habermas che un giorno pare abbia confessato al collega: «tutto ciò che fate è sbagliato. Ma di qualità».


