Motivazione di consegna del Premio Rosa d'oro a Imre Kertész, La Milanesiana 2009
Testimone diretto di entrambi i totalitarismi del Novecento, Imre Kertész ha conosciuto e subito tanto la disumana brutalità della follia nazista quanto l’oppressione della dittatura comunista. Ma la sua arte, senza indugiare nel lamento, ha saputo germogliare dall’esperienza dell’abbandono politico ed esistenziale, modulando nei toni dei romanzi e dei saggi un’ostinata fiducia: che di fronte all’assurdo rimane all’uomo un’unica possibilità, quella di voler preservare, nonostante tutto, la propria fragile umanità. Lucida, inconsueta, magnanime: la letteratura di Imre Kertész insegna a tutti noi che dopo Auschwitz la poesia non solo è possibile, ma salvifica e necessaria.


