Nell'Eden col fiscalista
Vita nella comunità cooperativa agricola di Eden, presso Berlino, la più antica comunità alternativa tedesca
Pubblicato su Il Sole 24 Ore, 21 dicembre 2008
Nell’Eden mi accoglie un commercialista. Durante la sua precedente vita Fred Rempel era un ingegnere di telecomunicazioni della DDR, poi il Muro crollò e lui scoprì che le sue competenze non valevano più nulla. Dopo anni di riqualificazione ora è comproprietario di uno studio legale di diritto tributario nel centro di Berlino. Ma ogni sera Fred ritorna dalle sue piante.
Situata al margine di Oranienburg, una cittadina 35 km a nord della capitale, la “Cooperativa colonica di frutticoltura Eden” è la più antica comunità alternativa tuttora presente in Germania. Venne fondata nel 1893 da diciotto seguaci del movimento “per la riforma della vita”, vegetariani in fuga dall’industrializzazione e decisi a condurre un’esistenza in armonia con la natura. «I tre principi di Eden, simboleggiati dai tre alberi stilizzati che ne costituiscono il logo, erano la riforma del suolo, quella dell’economia e quella della vita» spiega Rempel «i coloni, che appartenevano alla borghesia di Berlino, acquistarono un grande appezzamento di terreno rendendolo proprietà inalienabile della comunità. Da allora il suolo viene concesso in enfitèusi per contrastare la speculazione immobiliare e permettere agli edeniani di nutrirsi con i prodotti dei loro orti, coltivati senza pesticidi».
Sui 120 ettari di Eden vivono circa 1500 persone, ogni famiglia ha un giardino dall’estensione minima di 1350 m2 ma la maggior parte dei terreni ne conta almeno il doppio (mentre per ognuno la superficie edificabile non supera i 120 m2). Il canone annuo per l’uso del terreno è minimo e viene pagato alla cooperativa che lo reinveste in attività sociali, gruppi di lavoro, abitazioni per anziani e nell’asilo costruito qualche anno fa interamente con materiali ecologici. Tra le casette a un piano delle vie in terra battuta di Eden ve ne sono ancora varie che risalgono agli inizi, come quella in cui trovò ospitalità Winifred Williams, l’orfanella inglese che poi divenne nuora di Richard Wagner e ardente ammiratrice di Adolf Hitler.
«I primi tempi della colonia furono molto faticosi. Il terreno era povero, ma i fondatori non si potevano permettere di meglio» racconta Ingmar Engelmann, storico della comunità. «Poi il suolo si mise a dare i frutti sperati e già ai primi del Novecento Eden cominciò ad arricchirsi commercializzando vari prodotti, tra cui famosa ancor oggi è la margarina». Perché a differenza di altre comunità gli edeniani cercarono sempre di adattare i loro ideali alle esigenze pratiche della vita quotidiana. E siccome il vegetarianesimo era un ostacolo per ingrossare le file dei coloni, esso venne abbandonato già pochi anni dopo la fondazione. Una rinuncia che non impedì a Eden di ospitare nel 1932 il congresso mondiale dei vegetariani, a riprova della fama planetaria di cui godeva la comunità per la “riforma della vita” in quegli anni.
«Oltre alla mancanza di speculazione, alla possibilità di nutrirsi in maniera sana ed educare i propri figli nel verde, il grande vantaggio di questo luogo» ci racconta il pedagogo Jörg Eisenberger «è la possibilità di condurre una propria vita individuale, avere un’abitazione privata e, nel contempo e se lo si desidera, di impegnarsi in una ricca attività di volontariato a favore di tutti».
Una liberalità interrotta negli anni del regime hitleriano, quando le correnti razziste legate all’ideologia nazional-patriottica – secondo lo storico George Mosse dominanti a Eden già dalla Prima Guerra Mondiale – trasformarono la comunità in una colonia ariana dedita a culti pagani. Tuttavia anche nei terribili anni del Terzo Reich, quando a pochi chilometri da Eden bruciava l’inferno del campo di concentramento di Sachsenhausen, non mancò chi si oppose al fanatismo, come la direttrice del collegio ricordata ne Il rogo di Berlino dalla scrittrice Helga Schneider, che da bambina trascorse nella comunità di Eden uno dei periodi meno sofferti della sua difficile infanzia.
Con la costituzione della Repubblica Democratica Tedesca e l’istituzione del regime comunista Eden si trovò impossibilitata a continuare l’attività di vendita. Per la commercializzazione dei propri prodotti i coloni fondarono un’azienda nell’Ovest, che tuttavia con l’erezione del Muro divenne irraggiungibile e sviluppò una vita propria. La Riunificazione svegliò la comunità da un tranquillo letargo durato quarant’anni e la cessione dei diritti di sfruttamento commerciale del marchio Eden, decisa dall’azienda occidentale nei primi anni Novanta, permise alla colonia nei pressi di Berlino di accumulare un patrimonio con il quale cercare di rinfondere in Eden l’antica vitalità di un tempo.
«Ci troviamo al momento in una fase di transizione» spiega Fred Rempel «ma anche oggi chi si trasferisce qui ne è entusiasta e le richieste per poter ottenere un appezzamento sono così numerose che abbiamo una lista di attesa. Dove altrimenti è possibile abitare in giardini di 3000 m2 con alberi così belli e spendendo così poco? Nel mio terreno talvolta porto anche i miei clienti, per rilassarsi, discutere e cercare insieme una soluzione ai problemi lavorativi, o anche famigliari. E questo viene molto apprezzato: un commercialista non deve essere per forza un’asettica macchina da bilancio». A Fred l’iniziativa non manca. Con l’aiuto della moglie Diana – conosciuta a una delle feste organizzare dalla comunità – ha costituito una cooperativa azionaria per riportare in vita un grande frutteto per anni abbandonato a se stesso. Anche grazie a questa iniziativa gli edeniani sperano di rimettersi in sesto finanziariamente. A vent’anni dalla Riunificazione infatti il risveglio del loro paradiso non è ancora del tutto compiuto e il bilancio segna rosso.
«Per questo è necessario tornare alle radici della nostra tradizione, ma sapendo guardare al futuro» afferma Jörg Eisenberger pensoso, mentre osserva i due figli giocare sul prato di casa. «L’impresa non sarà facile, ma ne sono convinto, ce la faremo».
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