Pubblicato su Il Sole 24 Ore, 30 agosto 2009
Dicono che l’amore sia cieco, ma i graffiti le hanno aperto gli occhi. Il fulmine non è certo scoccato in gioventù, ma da quando Eva ha scoperto la passione per la bomboletta, ciò che prima le pareva uno scarabocchio, ora sa che può essere arte. «Adesso guardo i disegni sui muri in maniera completamente diversa» racconta la donna che ha cominciato a destreggiarsi con gli strumenti dell’arte da strada solo dopo essere andata in pensione. Merito della trentasettenne Stephanie Hanna, che dal 2004 organizza a Berlino corsi per graffitari dai capelli bianchi. Come si usa la bomboletta? Come si spruzza correttamente sul muro? Come si costruiscono le sagome per i disegni più elaborati o si maneggiano le vernici senza imbrattarsi? Stephanie ha una risposta per ogni curiosità, anche se sa bene che con i suoi apprendisti la cosa più importante è quella di saper ascoltare. «Certo, nei miei “workshops” si impara la tecnica dell’arte da strada» ci spiega la fondatrice del progetto Senior Street Art «ma sin dall’inizio l’obiettivo che mi sono proposta è stato soprattutto quello di abbattere i pregiudizi e favorire la comunicazione tra differenti generazioni».
I primi allievi Hanna è dovuta andarseli a cercare uno per uno, perlustrando i centri per anziani della capitale tedesca. «Ho intervistato molti pensionati, chiedendo loro cosa ne pensavano dei ragazzi che dipingono sui muri e se ritenevano i graffiti una forma d’espressione artistica o solamente schifezze da far sparire. I miei interlocutori più individualisti, quelli meno timorosi di sperimentare, hanno dimostrato un chiaro interesse per la mia idea e così il progetto si è messo in moto».
Due ore, uno o quattro giorni, i corsi di arte da strada hanno durata variabile e si tengono nel retrocortile di una struttura pubblica del quartiere di Kreuzberg, affinché i partecipanti non sconfinino mai nell’illegalità. D’altronde il timore che Stephanie allievi potenziali vandali svanisce non appena l’occhio scorre sul muro: “bevi thé” è l’esortazione che campeggia sotto il disegno di una grande tazza verde fosforescente, spruzzata da uno dei suoi graffitari attempati.
«Di solito iniziamo facendo una passeggiata in città per studiare dal vivo le opere dei giovani artisti e cogliere la differenza tra un disegno elaborato e un semplice ghirigoro senza fantasia». È il modo migliore per avere degli spunti, tanto che molti partecipanti hanno cominciato a tenere album fotografici dei disegni più belli scoperti per le vie di Berlino.
Una volta scelti i motivi da rappresentare gli studenti passano alla pratica e ognuno può esprimersi come meglio crede, confidando sempre nell’aiuto morale e artistico dell’organizzatrice. C’è chi ritaglia figure di carta da attaccare ai muri e chi preferisce sperimentare con le vernici. Tra tutte però lo spray è la tecnica che suscita maggiore curiosità. «Eppure anche la bomboletta alla fine è solo uno strumento» sottolinea Stephanie Hanna «un mezzo per lasciarsi andare, per scoprire il piacere del colore, per appropriarsi di uno spazio urbano e interpretarlo come un pezzo di casa, anziché qualcosa di estraneo da cui ritrarsi».
Eva firma le proprie creazioni con il suo nome, altri invece preferiscono adottare uno pseudonimo. «Io mi sono ribattezzata Aurora» spiega la sessantatreenne Sigrid Pohl-Häußler «l’ho scelto perché ho la sensazione che in molte cose della mia vita mi trovo solo all’inizio». Ad aiutare Sigrid e gli altri nella ricerca del nome giusto per firmare con stile le proprie imprese pittoriche ci ha pensato A.L.I.A.S., un gruppo di artisti che offre a tutti i maturi graffitari consulenza tecnica nella scelta dello pseudonimo.
Quale sia stata la firma utilizzata da Horst Köhler per autografare la propria opera purtroppo non è dato saperlo. Anche il presidente della Repubblica Federale Tedesca ha infatti partecipato a uno dei corsi di Senior Street Art. È successo a una festa estiva presso la residenza presidenziale, a cui sono stati invitati anche Hanna e alcuni partecipanti del suo workshop. In quell’occasione Köhler ha spruzzato su di una tavoletta una colomba della pace dorata. Pare che nel dare sfogo al proprio estro durante una cerimonia così mondana Herr Bundespräsident si sia divertito parecchio. Ma se anche fosse davvero così, ci stupiremmo assai poco. Non sarebbe infatti il primo politico che invecchiando scopre quanto è bello comportarsi da giovanotto.


