Rossella Dimola e la scommessa di Adesso
Intervista a Rossella Dimola, direttrice della rivista ADESSO
Pubblicato sul Notiziario della Banca Popolare di Sondrio, aprile 2013
Nei pressi di Monaco risiede una piccola flotta di italiani che ogni mese avvicina ai tedeschi la nostra cultura. Si tratta della redazione di ADESSO, intenta da quasi vent’anni a diffondere la nostra lingua oltralpe. Insieme alle riviste sorelle della casa editrice Spotlight-Verlag, specializzata in pubblicazioni per l’apprendimento delle lingue straniere, i redattori di ADESSO costituiscono una realtà editoriale bavarese cosmopolita e profondamente europea. A capitanare la rivista dedicata all’Italia, la fiorentina Rossella Dimola.
Ma siamo in una casa editrice o alle Nazioni unite?
Diciamo che siamo in una casa editrice che unisce le nazioni. Nei corridoi puoi incontrare spagnoli e francesi, ma anche colombiani, canadesi e americani. Qui sono rappresentate sedici nazionalità. Le redazioni, che curano riviste in inglese, francese, italiano, spagnolo e tedesco per stranieri, sono tutte madrelingua. Anche nella redazione di ADESSO siamo tutti italiani, perchè al di là dell’aspetto linguistico, comunichiamo con la cultura, con i valori che ci contraddistinguono, con le specificità del territorio, con la storia e le tradizioni dell’Italia e per questo occorre conoscere bene il Paese.
Per chi dall’Italia non sa della vostra esistenza, potremmo dire che ADESSO è un po’ come Speak Up, la rivista che in Italia diffonde l’inglese?
Chi compra Speak up, lo fa per approfondire l’inglese, ormai diventata una lingua mondiale che non si può non sapere. Chi compra ADESSO lo fa per passione verso la lingua italiana (non obbligatoria), ma soprattutto verso il Belpaese. Il nostro acquirente-tipo compra la rivista, perché ama l’Italia con tutti i suoi pregi e difetti, va quasi sempre in vacanza nel Belpaese e per scegliere la meta delle sue vacanze prende spunto dai nostri reportage di viaggi. Ogni mese raccontiamo un Paese attraverso l’insegnamento della lingua (all’interno della rivista ci sono anche pagine di grammatica e i vocaboli più difficili sono tradotti in tedesco) e per questo ci sentiamo i veri ambasciatori della cultura italiana nel mondo. Sì, nel mondo perchè ADESSO si trova in edicola nei paesi di lingua tedesca, in BeNeLux e in Francia e per abbonamento viene spedita in 40 paesi: dal Messico all’India, dalla Tailandia all’Islanda.
Quando e perché è stata fondata ADESSO?
È stata fondata nel 1994, perchè si aveva la sensazione che l’Italia interessasse sempre di più il pubblico tedesco... non c’è da stupirsi essendo il paese più bello del mondo! E oggi infatti arriva a vendere quasi quanto la rivista francese écoute e quanto quella spagnola ECOS, benché quelle siano due lingue molto più diffuse e il francese è spesso insegnato nelle scuole tedesche. La scommessa della nostra rivista quindi si può dire sia stata ampiamente vinta.
Quanti tedeschi imparano la nostra lingua tramite le pagine della tua rivista?
Le copie vendute si aggirano intorno alle quarantamila mensili, mentre il numero di lettori in totale ammonta a circa sessantamila. Due terzi sono copie per abbonamento, un terzo copie vendute. Poi ci sono delle copie stampate non per la vendita, ma per operazioni di marketing e promozionali, nelle fiere, scuole di lingua, lavori redazionali, un certo numero di abbonamenti gratuiti. A queste copie si aggiungono quelle della versione digitale in formato e-paper.
Da quanto siete attivi anche nell’ambito del digitale?
Dal 2011 con l’e-paper e dal 2012 con la app Das Wort des Tages (La parola del giorno) acquistabile separatamente dalla rivista e con cui è possibile ricevere sul dispositivo una parola d’italiano al giorno, completa di definizione, di esempio e di file audio per ascoltare la pronuncia. Con la funzione „preferiti“ è possibile crearsi un vocabolario personalizzato a seconda degli interessi. In sostanza sono delle piccole pillole d’italiano giornaliere che facilitano l’apprendimento della lingua. E poi per completare il carrello dei nostri prodotti c’è anche ADESSO audio, un cd che contiene alcuni brani della rivista, ma anche contenuti in più come ad esempio un reportage radiofonico creato in esclusiva per i nostri ascoltatori e intervistine a gente comune realizzate in Italia con lo scopo di far ascoltare l’italiano „vero“. Il cd, acquistabile sul sito internet, è scaricabile anche in formato digitale.
Qual è il vostro pubblico?
L’età media è quarant’anni. Chi ci legge e segue sono persone molto colte con un titolo di studio dalla laurea in su. Sono amanti dell’Italia interessati all’arte, alla musica classica, ovviamente ai viaggi. Sono per lo più persone facoltose che spendono volentieri per le cose belle come arte, teatro, musica. Sono anche clienti affezionati. Sarà la sua natura ma quando un tedesco inizia a fare una cosa la fa bene: quindi se decide di imparare l’italiano, si iscrive al corso, legge la rivista nel tempo libero, in macchina ascolta il cd etc.
Abbiamo anche un rapporto molto “intimo” con i lettori, siamo diventati il loro punto di riferimento: ci scrivono o chiamano per i dubbi linguistici, benché potrebbero anche risolverli con una grammatica, oppure per chiederci consigli di viaggio. Addirittura qualche tempo fa un lettore ci ha scritto per chiederci che macchinetta per l’espresso avrebbe dovuto acquistare! Noi diplomaticamente abbiamo risposto che nelle case italiane si usa soprattutto la moka!
I vostri lettori sono tutti tedeschi?
In realtà no, abbiamo anche molti lettori italiani di seconda generazione che, attraverso ADESSO, si riappropriano della loro lingua e cultura d’origine. ADESSO è per questo tipo di lettori una rivista piacevole e non troppo impegnativa, perché molti posti descritti giá li conoscono, molti vocaboli anche e quindi ci possono seguire anche se non conoscono alla perfezione l’italiano. Ad esempio una rubrica molto seguita dagli Italiani di Germania è quella del Perché. Ti faccio qualche esempio: perché il vento si chiama tramontana, perché un tipo di golf si chiama lupetto, perché le fontane a Roma si chiamano nasoni e a Milano vedovelle, perché si dice alla chetichella? Le risposte fanno imparare cose nuove sia linguistiche sia culturali che nemmeno gli italiani a volte sanno.
Come sei arrivata alla direzione di ADESSO?
Sono nata a Firenze, mi sono laureata a Milano in lingue e ho fatto un master in relazioni internazionali a Nizza e Berlino. Nell’attesa di un lavoro “serio” ho fatto uno stage in una casa editrice di Düsseldorf, diventando assistente di redazione. Poi per seguire la mia natura – amo viaggiare – mi sono licenziata e ho fatto un giro di cinque mesi intorno al mondo con mia sorella. Mentre ero in Argentina sono stata contattata da un’agenzia stampa tedesca che cercava una persona per aprire una sede a Roma. Fatto il colloquio ho iniziato a lavorare per questa agenzia tra Roma e Monaco, noi fornivamo contenuti a vari canali, per siti internet, riviste etc.. Un giorno ho contattato la rivista ADESSO per proporre loro i nostri contenuti e così abbiamo iniziato a collaborare. Quando la caporedattrice è tornata in Italia per motivi personali, mi ha chiesto se mi interessava inviare anche il mio curriculum. All’inizio ero esitante, vivevo a Trastevere, a Roma stavo così bene… ma poi ho mandato il curriculum e… hai visto? Mi hanno preso: a trentadue anni.
Un po’ pochi per assumere la direzione di una rivista?
Per me no. Sai m’interessava molto lavorare per la carta stampata mentre nell’agenzia in cui lavoravo prima si trattavano solo contenuti digitali, con i ritmi sempre incalzanti tipici di un’agenzia di quel tipo. Monaco già la conoscevo e mi piaceva. E per quanto riguarda l’età...non è così importante! Secondo me basta amare ciò che si fa, mettercela tutta e soprattutto non peccare di superbia.
Mai subito mobbing dai colleghi più grandi?
Non nego che all’inizio ci sia stata una perplessità da parte di alcuni anziani redattori che magari, andata via la caporedattrice, si aspettavano di salire di grado. Invece la proprietà ha scelto di prendere una persona esterna e io ho accettato di mettermi in gioco, con un po’ di fatalismo. Succederà quel che succederà, mi sono detta. Secondo me fa parte del lavoro del direttore di un giornale quello di accettare e cogliere le sfide. Nel mio caso è andata bene. E ora tutta la redazione è composta da persone giovani e affiatate.
Data la tua storia di successo, hai un consiglio da dare ai giovani che lasciano il proprio paese natale per trovare lavoro?
Purtroppo noto nei giovani italiani di oggi poca disponibilità a mettersi in gioco. Ricevo molti curricula e svolgo colloqui con giovani che vogliono lasciare l’Italia, però quasi nessuno mi pare disposto a rischiare. Lo so, è difficile lasciare il proprio Paese, i propri amici e gli affetti per andare in un altro Paese dove magari non si conosce neanche la lingua, ma bisognerebbe vederlo come un arricchimento sia culturale che umano. Mia mamma mi ha sempre detto:“senza niente non si ottiene niente“. Io ci credo! Quando si è all’inizio occorre essere disponibili a svolgere più mansioni diverse tra loro, solo così si impara il mestiere. Da dei giovani che pensano di fare un passo importante quale quello di andare in un altro Paese mi aspetterei un po`più di intraprendenza, un po’ più di coraggio, un po’ più gusto del rischio e un po’ più capacità di adattamento.
Com’è composta la tua redazione?
I redattori fissi, tutti italiani, sono cinque più una decina di collaboratori esterni a cui ho affidato varie rubriche della rivista. Inoltre ci sono collaboratori come Riccardo Iacona e Carmen La Sorella, per esempio, che curano a rotazione una rubrica di attualità. Anche Lilly Gruber è stata una delle firme di punta della rivista. All’interno della redazione c’è una sola persona di formazione prettamente giornalistica, gli altri sono i cosiddetti Quereinsteiger, ossia persone che hanno fatto altri studi e poi sono arrivati in redazione. Abbiamo ad esempio laureati in filosofia, in lettere, in lingue e in storia dell’arte.
Il prossimo anno la tua rivista compie 20 anni. Com’è cambiato, se è cambiato, il vostro pubblico?
In linea di massima non è cambiato. Forse è diventato un po’ più esigente in conseguenza del fatto che l’Italia ora è più conosciuta dai tedeschi rispetto a qualche anno fa, quindi non si accontentano più di articoli “normali”, di gastronomia o di viaggi, vogliono i cosiddetti Geheimtipps, cose veramente scelte e non banali, ovvero consigli esclusivi su come e dove passare le vacanze o come fare un esepiernza „unica“ come per esempio visitare l’Italia a piedi con gli asinelli ripercorrendo antichi tratturi, la raccolta delle olive in Umbria a contatto con la gente del posto, oppure fare il boat and breakfast e cioè dormire nelle barche ormeggiate nei porti, invece che scegliere il solito hotel.
E la rivista com’è cambiata in questi 10 anni della tua direzione?
È cambiata nella veste grafica. Così come si è ammodernata grazie alle pubblicazioni digitali da cui ora è affiancata. Le rubriche sono per lo più sempre le stesse, ma ogni anno cerchiamo di introdurne almeno una nuova. L’ultima nata Misteri dell’arte italiana spiega e svela gli enigmi e i misteri che si celano dietro a un’opera d’arte o a un monumento. In ogni caso, un apporto importante è dato dalle grandi firme del giornalismo italiano che, come dicevo prima, curano a rotazione la rubrica di attualità. Rimane sempre essenziale l’ambito delle immagini, che devono essere d’effetto, belle, non gratuite e di grande formato. Solo così possiamo svolgere bene il nostro lavoro che è quello di vendere l’”emozione Italia”. Anche chi non conosce bene la lingua ma ci compra, vede una bella immagine e sogna. Per questo qui in casa editrice ci hanno battezzato “i venditori di sogni”.
Il vostro editore pubblica anche riviste per altre lingue. In che misura queste riviste sono simili e differenti da ADESSO? E ci sono cooperazioni tra le riviste?
Ciò che ci accomuna è la struttura: la stessa per tutte le riviste indipendentemente dalla lingua. Gli articoli sono sempre corredati da un’ introduzione in tedesco e le parole difficili dell’articolo sono tradotte in tedesco. Per quanto riguarda gli argomenti trattati e i contenuti invece siamo molto diversi e ogni rivista ha il suo profilo: le riviste in inglese Spotlight e Business Spotlight dedicano più attenzione al mondo del lavoro, al linguaggio economico, all’interculturaltà, temi che per noi non sono molto interessanti. Anche perché il nostro pubblico ci segue e investe tempo e denaro nei nostri prodotti per passione, svincolato dunque da interessi lavorativi. Qualche similitudine in più, anche a livello di contenuti, invece si trova con le riviste delle lingue romanze ECOS ed ècoute.
Cosa vuol dire lavorare in una casa editrice così internazionale?
È bellissimo! Per esempio si sfatano i pregiudizi, come quello per cui gli italiani sono ritardatari e fanno una lunga pausa pranzo. Invece noi siamo la redazione che inizia a lavorare prima al mattino e pur essendo pochi facciamo lo stesso lavoro delle altre redazioni che magari hanno anche qualche persona in più. Dall’altro invece si nota come usi e costumi dei paesi di origine rimangano. Così in cucina c’è una sorta di calendario non scritto. Verso le dodici mangiano gli inglesi, verso le tredici mangiano gli italiani con un panino al volo e spesso davanti al computer. Poi verso le due e mezza iniziano a cucinare gli spagnoli e allora si vedono calamari fritti, carne alla griglia, sempre pranzi importanti e con un tempo di pausa molto lungo. Ciò che distingue noi italiani è la pausa espresso ogni due ore, due ore e mezzo. Ed è il momento più creativo di tutta la giornata, non una vera e propria riunione di redazione, ma il momento, pur breve, pochi minuti, in cui ci scambiamo in velocità le impressioni sulle idee che ci sono venute e spesso ne vengono anche di nuove.
Come nasce un numero di ADESSO? Come si scelgono i temi e con quanto anticipo?
L’argomento portante della rivista sono i viaggi. Poi c’è la parte grammaticale-linguistica, che è più didattica, un’intervista, un articolo di gastronomia e infine l’attualità, l’arte, la letteratura. I temi li scelgo principalmente io, ma ogni settimana facciamo una riunione di redazione in cui ciascuno propone i temi e idee che ha, e la realizzazione poi è comune. Per quanto riguarda i viaggi, potrebbe venire da chiedersi se dopo 20 anni non abbiamo già raccontato tutto. Ma in realtà si può dare ogni volta un taglio diverso agli articoli e agli argomenti. Ad esempio recentemente abbiamo fatto un numero su Roma e l’abbiamo intitolato La bellezza dietro l’angolo: abbiamo mostrato come accanto ai giganti dell’arte e dell’architettura, come il Colosseo, ci sono angoli meno conosciuti, ma ugualmente suggestivi, ad esempio una piazzetta poco affollata dove bersi un caffè in pace, oppure una chiesetta fuori dai circuiti del turismo tradizionale, dove ci sono affreschi antichi e così via. Devo anche aggiungere che il direttore della casa editrice ci lascia molto liberi, non ci sentiamo mai in dovere di mettere od omettere certi temi, anche quelli più pesanti legati all’attualità.
L’attualità entra nelle vostre pagine?
Purtroppo abbiamo delle scadenze di redazione un po’ troppo anticipate, visto che dobbiamo tradurre articoli e vocaboli e ciò comporta tempi più lunghi. Quindi parliamo sì di attualità ma non dell’ attualità più stringente. Ad esempio ci sono state le elezioni in Italia a fine febbraio ma noi non ne abbiamo potuto parlare né nel numero di febbraio e nemmeno in quello di marzo. Però gli aggiornamenti di attualità li mettiamo sul nostro sito nella rubrica Notizie dall’Italia, e poi per questo scopo usiamo molto Facebook.
Come viene percepita l’Italia nel 2013 dai vostri lettori e come cercate voi di trasmetterla ai tedeschi?
Cerchiamo di dare una visione dell’Italia come di un Paese che nonostante tutto ce la farà sempre. Al di là dei problemi italiani ben conosciuti all’estero, il Belpaese ha moltissime risorse che sa sfruttare. Noi raccontiamo storie anche di gente comune e di piccole eccellenze di cui quasi nessuno parla e questo lo facciamo affinchè i nostri lettori capiscano che l’Italia non può e non deve essere rinchiusa nel cassetto della corruzione, della criminalità, degli evasori fiscali ecc.
E i tedeschi come ci vedono?
Secondo me i tedeschi un po’ sorridono delle nostre tragedie e ci guardano sempre con un po’ di ironia. Però alla fine ci amano. Mi pare che nonostante tutto ce la facciamo sempre a rimanere un paese amato e tutto sommato simpatico.
Ci sono state lamentele o arrabbiature contro le vostre scelte editoriali?
SÌ! È successo ad esempio quando scriveva per noi Lilly Gruber, che aveva una linea politica netta, e i lettori si arrabbiavano perché identificavano lei con la rivista. Da parte mia ritengo sia bello che ADESSO dia spazio a più voci senza avere però nessun orientamento politico e lasciando i lettori liberi di formarsi una propria opinione.
C’è qualcosa della tua rivista di cui vai particolarmente orgogliosa?
ADESSO ha vinto vari premi. L’ultimo è stato il premio ENIT 2011 per lo speciale La Sicilia - l’isola più bella del Mediterraneo, come migliore reportage di viaggi fatto da una rivista pubblicata in Germania. Però forse ciò di cui davvero vado fiera sono i miei redattori, dediti e entusiasti come il primo giorno. In redazione c’è un bell’ambiente di lavoro che stimola moltissimo la creatività e la voglia di mettersi in gioco.
Visto dove esce questa intervista, penso molti nostri lettori si chiederanno: perché non dedicate un numero alla Valtellina?
Lo faremo, promesso!
Se non fossi direttrice di ADESSO, chi saresti?
Domanda difficilissima. Per me questo è il lavoro più bello del mondo, non saprei cosa desiderare di più. Forse mi piacerebbe solo avere più tempo da dedicare ai miei figli e alla creatività in generale, dal taglio e cucito fino alla pittura. Ma non cambierei per nulla questo lavoro, che ogni giorno riesce ad entusiasmarmi come la prima volta.


