Tomba faraonica per tutti
Democrazia funeraria: un'associazione tedesca progetta una piramide di blocchi di cemento, ognuno con le ceneri di un individuo
Pubblicato su Il Sole 24 Ore, 4 novembre 2007
Addio cimitero. Cresce in Germania la voglia di farsi seppellire fuori dal solito benedetto camposanto. Per gli amanti della natura l'impresa FriedWald pubblicizza ad esempio inumazioni nelle foreste. Il cliente che voglia collocare le proprie ceneri in zona boschiva può scegliere tra una pianta condivisa con altri defunti o un albero per tutta la famiglia, tra le cui radici sarà possibile deporre fino a dieci cari estinti. «Un'alternativa naturale e dignitosa ai consueti rituali di sepoltura», spiega alla FriedWald, convinti che ormai sia giunta l'ora di apportare un tocco di novità all'ars moriendi (www.friedw.de). Dopotutto, siccome il giorno d'oggi gli stili di vita cambiano sempre più vorticosamente, è comprensibile che anche i funerali non siano più quelli di una volta.
Ecco allora una ditta di Francoforte offrire per il mercato omosessuale casse da morto dipinte nei colori dell'arcobaleno. A Berlino invece l'impresa di pompe funebri Berolina propone di spargere le ceneri in cielo con un volo low-cost in mongolfiera. Tutto sommato una scelta di basso profilo rispetto all'alternativa di andarsene a bordo di un razzo programmato per esplodere l'urna con un roboante fuoco d'artificio a trecento metri sopra il cielo. Quando si dice: andarsene con il botto (www.sarg-discount.de).
Ma il progetto funerario più ambizioso è certamente quello portato avanti dal club Amici della grande piramide. Alla base di tutto l'idea di versare le proprie ceneri, anziché in un'urna, dentro a un blocco di cemento di 90x60x60 cm, colorabile e illustrabile a piacere, che vada ad aggiungersi a quelli di tutti gli altri fautori dell'iniziativa, arrivando a dar forma, blocco dopo blocco e defunto dopo defunto, a una variopinta piramide dalle dimensioni sesquipedali (www.thegreatpyramid.org). Per Jens Thiel, uno dei fondatori dell'associazione, è realistico pensare che in venti o trent'anni si arrivi a cinque milioni di sottoscrittori e quindi a un'altezza di 150 metri, ovvero qualcosina in più della Piramide di Cheope. Ma non è esclusa la possibilità di raggiungere quota cento milioni e realizzare in questo modo un colosso funebre alto quasi seicento metri.
L'idea di ospitare milioni di morti nei prati vicino a casa sta facendo venire la pelle d'oca a non pochi cittadini di Dessau, l'area inizialmente prevista per l'edificazione di quello che diventerebbe il più grande edificio del mondo. E la pazienza se ne dovrebbero intendere, visto che proprio a Dessau Walter Gropius trasferì nel 1925 la sua scuola Bauhaus. Secondo Thiel e soci invece in una regione strutturalmente debole come il Land della Sassonia-Anhalt un simile progetto sarebbe un ottimo e durevole catalizzatore economico. Milioni di persone verrebbero a visitare i loro defunti, dando così origine a un vitalissimo e redditizio turismo funebre. Per i famigliari rimasti a casa è invece prevista la localizzazione del parente via internet grazie a un sistema di coordinate satellitari.
Gli Amici della grande piramide prevedono di finanziare la costruzione grazie ai sottoscrittori dell'iniziativa, mentre la Fondazione culturale della Repubblica federale ha già donato 89mila euro. In pochi giorni una giuria presieduta dal celebre architetto Rem Koolhaas valuterà i progetti del concorso relativo all'edificazione della piramide e delle strutture per ospitare i visitatori. Secondo il portoricano Ben Morales-Correa, uno dei circa duecento entusiasti che hanno già prenotato un blocco, «questa sarà la più grande struttura piramidale utilizzata per i suoi scopi originari […]. Grazie alla tecnologia l'antico privilegio riservato ai faraoni potrà finalmente venire esteso a tutti».
Il tedesco Marcel Jahnke invece apprezza la combinazione di «varietà e monumentalità, così come di individualità e comunità rappresentate dalle pietre colorate», mentre l'olandese Jasper Enklaar è affascinato dal fatto che «questo è il primo progetto internazionale di architettura commemorativa».
E infatti per i suoi ideatori uno dei meriti della Grande piramide è proprio quello di realizzare una gigantesca tomba aperta a uomini di tutte le nazioni, culture e religioni. Anche a satanisti e membri del Ku Klux Klan? «Direi di no» risponde Thiel «perché sono posizioni di minoranza volte a dividere più che a unire. Ma d'altro canto: la Grande piramide è proprio per tutti. Tutti assieme dobbiamo trovare la risposta. Noi promotori desideriamo solo pace».
Di fronte a un simile entusiasmo ecumenico sarebbe cinico pensare che se l'auspicata riconciliazione tra popoli avrà mai luogo, ciò avverrà probabilmente perché gli inquilini della Grande piramide saranno tutti morti.


