Un film su Lutero, ma l'Italia (forse) non lo vedrà
La Germania celebra il padre del Protestantesimo: fra le iniziative, una pellicola che non piace ai cattolici
Pubblicato su La Stampa, 12 novembre 2003
Parlare oggi di una «Luther Renaissance» in Germania è forse improprio. Così come per Goethe, l'interesse del popolo tedesco verso Martin Lutero non è infatti mai venuto meno. E se le opere del grande poeta hanno contribuito a perfezionare e rifinire la lingua scritta, è grazie alla traduzione della Bibbia in volgare, compiuta da Lutero, che le parlate dei vari popoli germanici si sono unificate nell'«Hochdeutsch», l'idioma attualmente in uso. Se Lutero si fosse espresso in bavarese, invece che nel suo tedesco medio-orientale, in Germania oggi si parlerebbe un'altra lingua.
Nelle sue Considerazioni di un Impolitico Thomas Mann lo ritiene uno dei più alti esponenti della «Kultur» germanica. Più che vedere in lui un precursore dell'Illuminismo, che esortando a leggere le sacre scritture senza l'intermediazione ecclesiastica crea il moderno individuo autonomo e responsabile, Mann sottolinea il carattere conservatore della sua Riforma. L'attacco di Lutero al papato romano, infatti, è mosso innanzi tutto dalla ferma volontà di recuperare ciò che di originario e autentico vi era nel cristianesimo. Mann parla così di Lutero come di un "rivoluzionario conservatore", volto più all'antica fonte cristiana che al futuro dei lumi.
Sebbene l'editoria tedesca pubblichi continuamente libri sul fondatore del Protestantesimo, quest'anno però Lutero si trova al centro di una particolare attenzione mediatica. Prova ne sono anche le numerose ristampe in edizione economica di varie biografie già conosciute e diffuse, fra cui l'interessante studio storico-psicoanalitico di Erikson sul rapporto di Lutero col padre, ostile alla scelta del figlio di farsi eremita agostiniano. D'altronde il 2003 è stato proclamato da vari paesi europei, su proposta della Germania, «Anno della Bibbia» e, guardacaso, lo scorso 10 novembre è stato il 520° anniversario di nascita del suo insigne traduttore. Ecco quindi che proprio quest'anno, presso i tipi della Taschen Verlag di Colonia, è stata pubblicata un'affascinante riproduzione anastatica della Bibbia di Lutero del 1534, completa di numerose tavole e incisioni a colori.
Il nome di Lutero non circola solo sulla stampa, bensì campeggia da qualche giorno anche sui cartelloni delle sale cinematografiche di tutta la Repubblica Federale, dove si proietta il nuovo film di Eric Till. Al centro di «Luther» (www.lutherthemovie.com) vi è la lotta del monaco agostiniano contro il commercio delle indulgenze, di cui Leone X fece un uso smodato per finanziare i lavori di costruzione della basilica di S. Pietro a Roma. Pur combattivo e determinato, il Lutero cinematografico interpretato da Joseph Fiennes (divenuto famoso dopo il successo di «Shakespeare in Love») non appare come un uomo dalle convinzioni granitiche, bensì mostra un carattere inquieto e in continua lotta con il male, a cominciare da quello che alberga in se stesso.
Forse per contrastare la presenza sempre più massiccia del Papa in televisione, la produzione tedesco-americana della pellicola è stata promossa e finanziata in gran parte da istituzioni protestanti, che hanno così avuto il controllo sull'esattezza storica (ma il film non sfugge a qualche imprecisione) e teologica del tema trattato. Forse anche per questo, però, la distribuzione italiana della pellicola, nel cui cast ha un ruolo anche Sir Peter Ustinov, è ancora incerta.
Il film è stato girato in numerose città medioevali della Germania, in cui Martin Lutero è realmente vissuto e che, ogni anno, sono prese di mira da un turismo religioso vieppiù crescente. Nella cittadina di Wittenberg, dove il Riformatore studiò teologia e scrisse nel 1517 le famose 95 tesi (che, in realtà, pare non abbia mai affisso alle porte della chiesa) ogni due anni s'inscena poi il suo matrimonio. Lutero, contro il parere di molti suoi amici, sposò nel 1525 Katharina von Bora, un'ex-suora da cui ebbe sei figli. Sebbene certamente prolifico, non pare comunque che egli sia stato uno sposo infiammato dalla passione. Parlando di sua moglie scrive infatti sì di amarla, ma non certo di "bruciare" per lei.
Ma anche altri aspetti privati della vita di Lutero riscuotono ultimamente sempre più interesse presso il vasto pubblico. Quest'estate a Mansfeld, città in cui egli trascorse i primi anni dell'infanzia, sono state ad esempio scoperte le fondamenta della casa paterna. Rovistando in un deposito dell'immondizia vecchio di cinquecento anni, scrupolosi «archeologi» hanno così potuto ricostruire cosa mangiava il pargolo. Fra carne e pesce, pare la sua mensa fosse assai ricca. Ma che Lutero fosse una buona forchetta già si sapeva. Famosi sono i suoi Discorsi a Tavola e famosa è rimasta la sua preoccupata domanda rivolta a certi commensali, forse poco entusiasti del banchetto consumato: "perché non ruttate e spetazzate? Non vi è piaciuto?".
Ma non per questa sua convivialità di uomo medioevale, bensì per il significato religioso, economico e politico assunto dalla Riforma, Martin Lutero rimane ancor oggi un riferimento inevitabile per la cultura tedesca.


