Pubblicato su IL, 2 settembre 2011
Capello gellato, camicia sbottonata, fare sicuro e parlantina vivace. È Kai Diekmann, il direttore della BILD, il quotidiano più diffuso d’Europa, fumo negli occhi degli intellettuali tedeschi, croce e delizia di politici e attori in cerca di un’immensa platea. Perché la BILD con i suoi titoli sempre a effetto è come un ascensore. Può portare un personaggio al settimo cielo della popolarità, come farlo sprofondare immediatamente nell’oblio. In Germania anche chi non ama questo tabloid e il suo direttore non può fare a meno di tenerli in considerazione.
Tre milioni di copie e 12 di lettori. È il suo giornale. Dati che certamente la rendono felice. Ma ci sono momenti in cui questo fa anche paura?
12 milioni di lettori sono una caratteristica di esclusività, sono un compito – ma anche un impegno e una responsabilità. Quello che scrive la BILD ha un effetto diverso rispetto ad altri giornali. Durante la crisi finanziaria il quotidiano economico Handesblatt riportò in prima pagina che i fondi di sicurezza delle banche erano vuoti. Si trattava di una notizia semplicemente falsa. Pensi cosa sarebbe successo se fosse stata la BILD a riportare che il denaro contante scarseggia…
La BILD gioca volentieri con il risentimento e tende a destra. Certo, è una semplificazione, ma alle esagerazioni lei è piuttosto abituato.
La BILD non tende a destra e non è un giornale populista. La BILD è un giornale popolare. Siamo portavoci degli uomini e della donne della strada, ma non scriviamo ciò che fa loro piacere. Se fossimo populisti, avremmo vita facile e potremmo, insieme con la stragrande maggioranza dei nostri lettori, sostenere l’introduzione della pena di morte per assassini e violentatori di bambini. Invece scriviamo sempre contro la pena di morte.
La BILD è una valvola di sfogo per gli strati sociali inferiori, così che in Germania non c’è nessun movimento populista da prendere sul serio?
Noi abbiamo una posizione chiara e scriviamo ciò che interessa alle persone. Questo può essere una valvola di sfogo, ma di sicuro non solo per determinati ceti. E in Germania ci sono movimenti populisti da prendere sul serio, ad esempio DIE LINKE, la coalizione di estrema sinistra. Un partito che chiede l’“auto-scioglimento” della NATO, insieme a paghe minime più alte e contemporaneamente una riduzione dell’orario di lavoro. Questa non è una politica rigorosa, e tuttavia la LINKE a Berlino governa a livello regionale.
I politic tedeschi temono la BILD. Cercano anche di influenzarla?
Ogni politico cerca di fare ciò. Ma da noi non hanno successo.
La diffusione del messaggio di fede cristiana per lei è importante. Ma per i suoi lettori musulmani o aconfessionali?
La fede cristiana è il fondamento sul quale si poggia la nostra società. Questa tradizione per me è una cosa seria, ma ciò non significa affatto che non ci occupiamo delle questioni introdotte dall’ampia secolarizzazione nella ex Germania orientale o dalla realtà dell’immigrazione musulmana.
E tuttavia, come stanno insieme le fotografie di donne nude (uno dei vostri marchi di fabbrica) e la vostra edizione popolare della Bibbia, edita in milioni di copie? Per favore non mi racconti che anche la Cappella Sistina mostra della pelle nuda.
Noi facciamo un giornale di massa, non un inserto di nicchia. Chi preferisce quest’ultimo, non ci deve acquistare. Parlando sul serio: in una società che accoglie in sé valori completamente differenti come si può fare un giornale che accontenti tutti? È un’impresa senza speranza. Chi oggi pensa che un seno nudo sia un peccato mortale, lo faccia pure – ma il 99 per cento dei giovani tedeschi e anche una gran parte degli adulti sono di altro avviso. E tuttavia molte di queste persone si sentono strettamente legate alla fede cristiana. Proprio per questo noi facciamo anche la Bibbia del popolo.
Ciò mi tranquillizza. Fino a che punto è disposto a infilarsi nella vita privata di un personaggio pubblico pur di aumentare la tiratura?
Chi vuole tenere privata la propria vita, non ha nulla da temere da noi. Ma chi la usa per aumentare la sua popolarità o il valore di mercato, non può invocare la sfera privata se poi qualcosa va storto. E chi, da una posizione socialmente elevata, predica pubblicamente acqua, ma in privato beve vino, deve accettare che i media mostrino queste contraddizioni. I media sono lì per questo. In Francia del resto sono sotto critica perché – indipendentemente dall’esito che avrà il processo - non hanno dato notizia della libido sfrenata di Dominique Strausss-Kahn, benché tutti sapessero.
Si parla tanto di new media, Internet, Ipad e del declino della carta stampata. In Germania però un “normalissimo” quotidiano cartaceo ha un successo enorme. Come mai?
La BILD non è solo un giornale, ma molti giornali insieme. Come ha scritto la Süddeutsche Zeitung, noi siamo il “sismografo dello stato d’animo tedesco”. Rappresentiamo un giornalismo che ammette tante forme: talvolta siamo boulevard plateale, talvolta un rotocalco ricco di foto e altre un forum di dibattito ricco di testo, come quando abbiamo anticipato il nuovo libro di Papa Benedetto XVI. La BILD racconta non solo quello che succede ma anche come questo è percepito dalle persone.
La nostra strategia è difendere il mondo analogico il più a lungo possibile, e nello stesso tempo diventare leader di mercato in quello digitale. BILD.de è già il sito di informazione con più successo in Germania. La trasformazione al digitale è essenziale per il nostro marchio. Anche Madonna oggi non avrebbe così successso, se si ostinasse a pubblicare i suoi dischi solo sul vinile.
Quando uscirà l’ultima edizione cartacea della BILD?
Il mio giornale continuerà ancora per molto ad avere successo su carta. Le persone vogliono esperienze comunitarie, vogliono parlare l’una con l’altra dei temi di attualità. Prima la televisione forniva questa esperienza comunitaria e quello che veniva trasmesso la sera era discusso ovunque il giorno dopo. La TV era il “falò” elettronico intorno al quale le persone si raggruppavano. Ma oggi ognuno ha un proprio falò: chi vede la RAI, chi Canale 5 o MTV, chi la Pay-TV e chi i DVD. Non si puo più discutere su un tema preciso guardando la TV. Invece la BILD su carta adempie esattamente a questa funzione: noi forniamo i grandi temi di conversazione nazionale. Perché offriamo questo, raggiugniamo più persone di tutti gli altri media in Germania.
Di tanto in tanto la BILD diffonde clichè contro i polacchi (“appena rubato, già in Polonia”). Tuttavia la Springer è ecumenica e possiede anche Fakt, l’equivalente polacco della BILD.
C’è un famoso detto: “Ogni nazione prende in giro le altre, e tutte hanno ragione”. Con una certa strizzata d’occhio questi sono divertimenti innocui, come per esempio nel caso delle partite di calcio, quando i tedeschi sono sempre i “panzer”, anche se al momento giocano con l’eleganza della cavalleria leggera. D’altronde anche il segretario di Stato della Lega-Nord Stefano Stefani si servì di clichè contro i tedeschi. Per contro noi al momento ci divertiamo molto con il vostro Primo Ministro…
… cosa abbastanza facile. Non ha mai pensato di entrare nel mercato italiano? Materiale per titoli a caratteri cubitali ce n’è in abbondanza.
Il mercato italiano è oltremodo interessante, perché non ha nessun giornale popolare come ne esistono in Inghilterra o in Germania. Ma l’Italia è un Paese pazzo per lo sport, con vari quotidiani sportivi e numerosi giornali gratuiti di successo. Questo complica l’entrata sul mercato.
Se lei non fosse tedesco, quale nazionalità vorrebbe avere?
Non c’è dubbio: italiana! Anche solo per l’eccellente vino, la buona pasta, i bei vestiti e il sole.


