Pubblicato su La Stampa, 2 luglio 2003
Nei primi tempi successivi alla morte dello scrittore, pochi editori tedeschi avrebbero scommesso sulla fama postuma di Hermann Hesse (1877 – 1962). Sebbene in vita avesse goduto di un notevole successo, culminato con il conferimento nel 1946 del premio Nobel, la fama del loro connazionale appariva tuttavia in declino: i lettori scarseggiavano, le vendite dei suoi libri languivano.
Ma si sbagliavano, come si sbagliava Timothy Leary quando, nel 1963, pubblicò in America un famoso saggio che avrebbe dato origine a un incredibile “Hesse-Boom”, facendo assurgere lo scrittore svevo addirittura al ruolo di profeta della “generazione psichedelica”. Ma, d’altronde, fu anche grazie a quella ricezione errata che migliaia di giovani entusiasti, attirati dall’esotismo di Siddharta e da una lettura del Lupo della Steppa inteso come un manuale di “sesso droga & musica jazz”, contribuirono a riportare l’attenzione del pubblico su Hesse, elevandolo poi al rango di vero e proprio classico moderno, in grado di varcare i confini geografici e culturali in cui le sue opere erano state concepite per divenire patrimonio della letteratura mondiale. Ed è proprio su scala mondiale che, l’anno scorso, è stato celebrato il 125° anno di nascita e il 40° della morte di Hesse, un doppio anniversario che ha fornito l’occasione per una fitta serie di eventi coordinati in vari Paesi: Germania, Italia, Svizzera e perfino India. Una celebrazione “globale” per uno scrittore che non riteneva esserci “niente di più odioso […], niente di più stupido dei confini”.
Visto il caloroso successo di pubblico nelle varie manifestazioni passate, anche quest’anno i tanti amanti italiani di Hesse potranno godere di numerose occasioni per vivere un’estate all’insegna del binomio – così tipicamente hessiano – di viaggio & letteratura.
Basterà, infatti, varcare di poco il confine svizzero, per poter assistere alle numerose iniziative del museo Hermann Hesse di Montagnola (www.hessemontagnola.ch), patria adottiva dello scrittore, nei pressi di Lugano. In calendario per l’estate vi è, infatti, una cospicua serie di manifestazioni, tra cui alcune riduzioni teatrali di suoi libri famosi come Siddharta e il Gioco delle perle di Vetro.
Sabato 9 agosto, in particolare, è prevista la presenza di Volker Michels, il curatore tedesco dell’opera hessiana, per una serata interamente dedicata alla musica, arte che spesso ricopre un ruolo fondamentale nella prosa di Hesse. Nella musica egli vede il simbolo dell’ordine e dell’armonia universali sottostanti al chaos del quotidiano apparente divenire: “quando la musica mi commuoveva l’animo”, dice il protagonista di Gertrud “allora capivo tutto senza parole, avvertivo nel profondo tutte le pure armonie della vita e credevo di sapere come in tutti gli eventi stava celato un significato e una nobile legge”.
Il lettore che quest’estate volesse poi spingersi più a Nord, per così percorrere a ritroso il cammino dello scrittore, potrà scegliere come meta la bella cittadina tedesca di Calw nella Svevia, luogo di nascita di Hermann Hesse. Centro delle manifestazioni hessiane in Germania e sede di un museo dedicato allo scrittore, anche quest’anno Calw (www.hessestadtcalw.de), nella suggestiva Foresta nera, ospita una lunga serie di eventi culturali e dibattiti fra critici e studiosi.
Per chi, infine, volesse mettersi sulle tracce di ulteriori luoghi del giovane Hesse, e scoprire così altre bellezze del Baden-Württemberg, le ferrovie tedesche offrono, da maggio a ottobre, un percorso speciale (www.rail-and-relax.de/772). Nei giorni festivi corre infatti sulle rotaie un treno dedicato a Hesse. Stazione di partenza è la medioevale cittadina universitaria di Tubinga, dove vissero da studenti Hegel, Schelling e Hölderlin. Qui Hesse trascorse un periodo di intense letture notturne, guadagnandosi da vivere durante il giorno come bibliotecario. Passando da Calw, il treno si dirige senza altre fermate al paesino di Maulbronn, sede di un antico monastero dove Hesse visse un duro periodo in seminario, di cui poi elaborò l’esperienza prima nel romanzo giovanile Sotto la Ruota, e nel più maturo Narciso e Boccadoro.
E chissà che, lungo il viaggio, non capiti al lettore di scorgere il simpatico vagabondo Knulp che, “libero felice e buono a nulla”, da sempre si aggira per il verdeggiante paesaggio svevo, gentile con i contadini e galante con le loro donne.


