Una madeleine danese e latina
Da Andersen a Ovidio, l'antica genealogia del dolcetto di Proust
Pubblicato su Il Sole 24 Ore, 24 settembre 2006
Marcel non è l’unico a tornare a casa dopo una fredda giornata e prendere il tè dalla mamma. Lo stesso accade al ragazzo della fiaba Madre Sambuco di Hans Christian Andersen. Coricatosi per gustare meglio la bevanda il giovane riceve la visita di un simpatico vecchietto, gran narratore. Ma anziché raccontargli una favola, questi gli spiega che le storie più belle non s’inventano, bensì nascono spontanee dalla propria memoria. E così, osservando meglio la teiera, il ragazzo scopre uscirne dei fiori di sambuco, poi un cespuglio e un albero intero, nel cui fusto si cela Madre Sambuco, la ninfa dell’albero, simbolo della memoria. I greci e i romani la chiamavano Driade, Ovidio ne parla nelle Metamorfosi. Il dolcetto di Proust viene da molto lontano, e sa anche un poco di sambuco.


