Vacanze al dente
Il turista tedesco in vacanza in Italia, fra la gaffe di un sottosegretario e il cabaret di Gerhard Polt.
Pubblicato su La Stampa, 14 luglio 2003
“I turisti tedeschi fanno roboanti gare di rutti dopo pantagrueliche bevute di birra e scorpacciate di kartoffel fritte”.
È difficile credere che proprio un sottosegretario con delega al turismo, perdipiù in pieno periodo vacanziero, abbia sentito l’impellente necessità di accogliere con tali cordiali apprezzamenti i numerosi turisti tedeschi che, puntuali ogni estate, varcano i confini per raggiungere le nostre coste, meta prediletta della loro villeggiatura.
Ma tant’è: invece che della mucillagine, vorrà dire che d’ora in poi i nostri albergatori dovranno temere le battute degli Stefano Stefani nostrani, forse segretamente invidiosi delle recenti trovate di quei mattacchioni che ci rappresentano in Europa.
D’altro canto, è bene che i nostri ospiti dalla Germania non se ne abbiano a male, se ogni tanto qualcuno scherza su di loro.
A ben vedere, infatti, responsabile di una delle più riuscite canzonature sui tedeschi in vacanza è proprio un loro connazionale, il poliedrico cabarettista bavarese Gerhard Polt.
Nel suo Man spricht deutsh (1988), infatti, Erwin e Irmgard Löffler insieme al figlio pestifero e grassoccio Heinz-Rüdiger, rappresentano un ironico spaccato di teutonicità balneare.
È l’ultimo giorno di vacanze a Terracina. Più che abbandonarsi ai raggi del sole, però, Erwin (impersonato dallo stesso Polt) veglia con ossessione l’auto già zeppa di valigie, con il neanche troppo velato timore di vedersela rubata sotto gli occhi da qualche abitante del posto: non si sa mai, con tutti quegli Italiener in giro!
Per un’altra coppia di conoscenti, l’attività principale consiste nello scolarsi le numerose casse di birra appositamente portate dalla madrepatria, salvo interrompere pavlovianamente le chiacchiere al trillare del sacro notiziario radio, captato dalla Germania, che con la massima precisione aggiorna costantemente sulla situazione del traffico nella tratta del rientro.
Consumato l’ultimo pranzo nel Belpaese in un ristorante talmente adattato al palato tedesco che, al sentire il nome delle pietanze, gli unici avventori italiani capitati lì per sbaglio se ne scappano a gambe filate, Erwin si concede un pisolino trasgressivo. Purtroppo per lui, a causa della sua totale mancanza di gusto e buone maniere nemmeno in sogno gli riuscirà di conquistare Violetta (o Fioleta, come la chiama lui), procace bellezza italiana impersonata, in un simpatico cameo, dalla nostra Pamela Prati. Invitatala a pranzo in un raffinato ristorante, e goffamente intento nel sedurla, Erwin non saprà ordinare altro che un’anonima “pasta al dente” per offrirle infine, invece che un leggero caffè, un poderoso Jägermeister.
Al momento della partenza, e nonostante vari altri contrattempi, Erwin e Irmgard Löffler lasceranno però Terracina con l’assoluta certezza, così come negli anni passati, di ritornare puntualmente la prossima estate alla stessa spiaggia e allo stesso mare.
Purtroppo per il pubblico italiano Man spricht deutsh (ovvero “si parla tedesco”, ma scritto in modo volutamente sbagliato, a mò degli improvvisati cartelli all’ingresso di tanti camping) non è stato ancora tradotto.
È proprio un peccato! In questo mondo all’incontrario, alle roboanti uscite di certi nostri comici involontari, un vero comico tedesco ci farebbe certo ridere molto di più.


